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L’accusa è strage
Le contestazioni formulate dalla Procura sono pesantissime: strage e lesioni aggravate. Gli inquirenti spiegano che il reato di strage contestato rientra nell’articolo 422 del codice penale, relativo agli atti che provocano morti o feriti gravissimi senza finalità di attentato contro lo Stato. Per questo motivo, almeno al momento, non viene contestato il terrorismo.
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Esclusa per ora la pista jihadista
Gli investigatori hanno effettuato una prima perquisizione nell’abitazione del 31enne a Ravarino, nel Modenese. Secondo quanto emerso finora non sarebbero stati trovati elementi che facciano pensare a collegamenti diretti con organizzazioni jihadiste o gruppi terroristici strutturati. Resta comunque aperta la pista dell’auto-radicalizzazione e del gesto individuale maturato in un contesto di forte isolamento personale e fragilità psicologica.
Le indagini coinvolgono la Procura di Modena, la Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Bologna e il Comitato di analisi strategica antiterrorismo.
Le immagini e i testimoni
Fondamentali per ricostruire quanto accaduto sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze delle persone presenti in strada al momento dell’attacco. Secondo le prime ricostruzioni, l’auto avrebbe zigzagato volontariamente verso i pedoni prima dell’impatto.
Dopo aver fermato la vettura, il conducente sarebbe sceso armato di coltello, venendo poi bloccato da alcuni cittadini intervenuti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Una dinamica che ha profondamente scioccato la città e che continua ad alimentare paura e tensione anche sul fronte politico e sociale.