domenica, Agosto 2

Morto Gennaro Ferrara, storico rettore della Parthenope: guidò l’Ateneo per 24 anni, lutto nel mondo accademico

Il mondo accademico napoletano piange Gennaro Ferrara, ex rettore dell’Università Parthenope di Napoli. Una figura che ha attraversato e segnato in profondità la storia dell’Ateneo, guidandolo per quasi un quarto di secolo.

La notizia della sua scomparsa ha immediatamente raccolto messaggi di cordoglio dal mondo universitario e dalle istituzioni, a testimonianza di un ruolo che è andato ben oltre l’incarico formale.

Ventiquattro anni alla guida dell’Ateneo

Ferrara è stato rettore della Parthenope dal 1986 al 2010. Un periodo lunghissimo, nel corso del quale l’istituzione ha cambiato completamente volto.

Come ricorda in una nota la Segreteria del Magnifico Rettore, che ha espresso il proprio «profondo dolore», Ferrara è stato «maestro e mentore» e «protagonista indiscusso della storia del nostro Ateneo», capace di imprimere alla Parthenope «una svolta epocale».

Il passaggio più significativo del comunicato è però quello che descrive il risultato concreto del suo lavoro: con «straordinaria passione, lungimiranza e capacità», ha saputo trasformare un piccolo istituto universitario specialistico in una moderna e prestigiosa Università multidisciplinare. Al punto da essere unanimemente considerato uno dei fondatori della Parthenope contemporanea.

Un legame mai interrotto

La conclusione del mandato non ha significato l’uscita di scena. Secondo quanto sottolineato dall’Ateneo, il suo contributo, il suo sostegno e la sua esperienza non sono mai venuti meno.

Fino agli ultimi giorni la sua presenza è rimasta costante nella vita universitaria, rappresentando un punto di riferimento «autorevole e affettuoso» per l’intera comunità accademica.

La camera ardente a Villa Doria d’Angri

Per chi vorrà rendergli un ultimo saluto, la camera ardente sarà allestita presso Villa Doria d’Angri. Una scelta tutt’altro che casuale: si tratta infatti di un luogo che Ferrara aveva fortemente voluto e che sotto la sua guida fu acquisito al patrimonio dell’Università Parthenope.

L’Ateneo ha reso noto che seguirà una successiva comunicazione con gli orari di apertura e chiusura della camera ardente e con le informazioni relative alle esequie.

L’intera comunità accademica si stringe intorno alla moglie Tiziana, alla figlia e collega Marilù, ai figli Grazia, Giulia e Antonio e a tutti i familiari.

Il cordoglio delle istituzioni

Numerosi i messaggi arrivati anche dal mondo politico e istituzionale. L’assessore regionale al Patrimonio Enzo Cuomo lo ha ricordato come «rettore emerito dell’Istituto Universitario Navale e poi ideatore e fondatore dell’Università Parthenope».

Nel suo messaggio Cuomo ne ha tratteggiato il profilo: «Un grandissimo Rettore, persona di intelligenza superiore e di una grande visione unita a una straordinaria capacità di concretizzare i progetti in realizzazioni. Un Magnifico per davvero».

Il ricordo di chi lo conosceva da studente

Un ritratto più personale arriva dal parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Avs), che lo aveva incontrato per la prima volta quando era rappresentante degli studenti.

«Lo conoscevo da quando ero rappresentante degli studenti e negli anni ho imparato ad apprezzarlo», ha scritto. «Era sempre gioviale e disponibile soprattutto con i giovani. Era allegro e autoironico».

E ancora: «Da parte mia l’ho sempre stimato e rispettato come uomo e come rappresentante delle istituzioni. Mi avrebbe fatto piacere vederlo ancora una volta e scambiare quattro chiacchiere in amicizia. Di lui avrò sempre uno splendido ricordo».

Parole che restituiscono un aspetto forse meno immediato di una figura istituzionale di quel peso: la capacità di restare accessibile, soprattutto verso chi era all’inizio del proprio percorso.

È probabilmente anche in questo che va cercata la ragione per cui, a sedici anni dalla fine del suo mandato, la comunità della Parthenope continua a riconoscersi nella sua figura.