“Non sono disperata, non ho neanche tante speranze”: la malattia raccontata senza filtri
La diagnosi di tumore al pancreas era arrivata nell’estate 2025. Per i primi mesi Enrica aveva scelto il silenzio, concentrandosi sulle cure senza trasformare il dolore in spettacolo. Poi, dopo mesi di assenza dalla scena pubblica, aveva deciso di spiegare dov’era finita — con parole che nessuno aveva dimenticato: “La prima pulsione a scrivere è stata per scusarmi con tutte le persone con cui ero scomparsa. Non solo il pubblico, ma anche tanti amici. Non sono disperata, non ho neanche tante speranze, le cure che faccio sono pesanti ma sto reagendo bene. Ho una bella, beh insomma bella, parrucchetta in testa.”
Dopo quel primo racconto era tornata in televisione più volte: a Domenica In, La Volta Buona, Verissimo. Ogni apparizione aggiornava il pubblico sul percorso di cure con lo stesso equilibrio: la cronaca nuda dei fatti e, accanto, la vulnerabilità di chi non vuole essere guardata con pietà.
“Speravo di stare meglio, invece ho ripreso la chemio”: l’ultima intervista a Verissimo
L’ultima intervista televisiva rilevante era andata in onda il 25 gennaio 2026 nello studio di Silvia Toffanin a Verissimo. Enrica non aveva nascosto che le cose non stessero andando come sperato: “Speravo di stare meglio, invece ho ripreso a fare le chemio perché non era cambiato granché. A volte sto bene, altri giorni non sto bene. Bisogna andare avanti così. Io mi imbarazzo, mi vergogno, per tutta l’attenzione che ricevo.”
La chemioterapia non stava dando gli effetti attesi. I medici avevano avviato cicli di radioterapia nel tentativo di ridurre il tumore, ancora inoperabile. Il tumore al pancreas è uno dei più aggressivi in assoluto: spesso diagnosticato tardi, quando la chirurgia non è più praticabile, risponde con difficoltà alle terapie disponibili. È la stessa malattia che nel marzo 2025 aveva portato via l’attrice Eleonora Giorgi, che Enrica aveva indicato come esempio nel suo percorso di trasparenza pubblica. L’ultima apparizione in tv era stata il 29 gennaio a Vita in diretta. Poi il silenzio.
“I fiori lasciateli al vento”: il senso di una scelta
Ed è proprio in quell’ultima fase che era emersa la richiesta sul funerale. Una frase semplice, quasi pronunciata di passaggio, ma che in pochi avevano dimenticato: “Al mio funerale non voglio altri morti — i fiori lasciateli al vento. I fiori tagliati mi danno una sensazione di morte, non sono vivi.” Non una preferenza estetica, ma qualcosa di più profondo: il rifiuto di aggiungere un’ulteriore immagine di fine a un momento già carico, il desiderio di un saluto coerente con il suo modo di stare al mondo. Senza orpelli, senza il peso dei simboli tradizionali del lutto. Solo il vento, e i fiori vivi.
















