venerdì, Gennaio 23

Omicidio Federica Torzullo, i dubbi di Roberta Bruzzone: “La confessione non regge”

Il femminicidio di Federica Torzullo continua a sollevare interrogativi, nonostante la confessione del marito Claudio Carlomagno. A mettere in discussione la versione fornita dall’uomo è Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense, che parla apertamente di una ricostruzione poco credibile e ipotizza uno scenario ben più grave di quello finora emerso.

Dopo l’ammissione di colpa, con cui Carlomagno ha tentato di spiegare tempi, movente e modalità dell’omicidio, le indagini sul delitto di Anguillara Sabazia proseguono per verificare la tenuta della confessione. Restano infatti numerosi punti oscuri, a partire dall’arma del delitto mai ritrovata fino ai movimenti dell’uomo nelle ore successive alla morte della moglie.

Le perplessità sulla confessione

Omicidio Torzullo, Bruzzone smonta la confessione

Intervenuta nel corso della trasmissione televisiva La Vita in Diretta, Roberta Bruzzone è stata netta: «Non mi convince nulla di quello che ha raccontato». Secondo la criminologa, la narrazione fornita da Carlomagno presenta incongruenze evidenti, soprattutto sul piano dei tempi e del movente.

Uno degli elementi centrali della confessione è il presunto timore dell’uomo di perdere l’affidamento del figlio. Una motivazione che, secondo Bruzzone, non trova riscontro nella realtà dei fatti.

«Federica stimava il marito come padre», ha spiegato l’esperta, sottolineando come non vi siano elementi concreti che facciano pensare a un tentativo della donna di allontanare il padre dal bambino. Un movente debole, che non giustificherebbe un’escalation di violenza così estrema.

L’ipotesi di un complice

Il punto più inquietante dell’analisi di Roberta Bruzzone riguarda però la possibile presenza di un complice. La criminologa non esclude che Carlomagno non abbia agito da solo, soprattutto se si vuole sostenere l’assenza di premeditazione.

In caso contrario, spiega, i tempi dell’omicidio diventerebbero compatibili solo ammettendo una pianificazione preventiva, comprensiva di atti preparatori come lo scavo della fossa in cui il corpo è stato successivamente occultato.

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