Quello che inizialmente sembrava un tragico caso di intossicazione alimentare si sta trasformando in un inquietante caso di duplice omicidio. La morte di una madre e della figlia adolescente, avvenuta dopo Natale in Molise, ha preso una piega completamente diversa dopo gli ultimi sviluppi investigativi.
La svolta nelle indagini

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La Procura di Campobasso ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato, segnando una svolta decisiva nel caso. Le vittime sono una donna di 50 anni e la figlia di 15, decedute dopo un rapido peggioramento delle condizioni di salute.
In un primo momento si era parlato di una possibile intossicazione alimentare, ipotesi che sembrava spiegare i sintomi accusati da più membri della famiglia. Tuttavia, gli accertamenti successivi hanno portato a conclusioni molto più gravi.
L’ipotesi dell’avvelenamento
Secondo quanto emerso dalle analisi tossicologiche, nel sangue delle due vittime sarebbero state rilevate tracce di ricina, una sostanza altamente tossica. Questo elemento ha spinto gli inquirenti a riconsiderare completamente la dinamica dei fatti.
La ricina è una citotossina che agisce bloccando le funzioni vitali delle cellule, con effetti potenzialmente letali anche in quantità minime. La sua presenza rafforza l’ipotesi di un avvelenamento deliberato.
Il dramma in casa
Il caso si è consumato in un’abitazione di Pietracatella, piccolo centro del Molise. Madre e figlia avrebbero ingerito la sostanza prima del ricovero, quando i sintomi si sono aggravati rapidamente.
Anche altri membri della famiglia avevano accusato malori, tra cui il padre della ragazza, le cui condizioni però sono risultate meno gravi. Questo elemento è ora al centro degli accertamenti, per capire se tutti siano stati esposti alla stessa sostanza e in che modo.
Indagini ancora aperte
Al momento, il procedimento è contro ignoti. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire come la sostanza tossica sia entrata nell’ambiente domestico e chi possa averla somministrata.
L’autopsia eseguita nei giorni successivi alla morte non aveva fornito risposte definitive, rendendo necessari esami più approfonditi, anche con il supporto di laboratori specializzati.
Un caso ancora tutto da chiarire
Le indagini proseguono con l’obiettivo di ricostruire ogni dettaglio della vicenda. Gli inquirenti stanno analizzando abitudini, contatti e contesto familiare per individuare eventuali responsabilità.
Quello che è certo, al momento, è che la pista dell’intossicazione accidentale sembra ormai superata, mentre prende sempre più corpo l’ipotesi di un gesto volontario.
Un caso complesso e delicato, destinato a far discutere e a richiedere ancora tempo per arrivare a una verità definitiva.