martedì, Giugno 30

M5S, Grillo porta Conte in tribunale: battaglia su nome e simbolo

Il Movimento 5 Stelle entra in una nuova fase di tensione interna, questa volta sul piano legale. Beppe Grillo ha deciso di portare la questione davanti al Tribunale di Roma, avviando una causa contro l’attuale leadership guidata da Giuseppe Conte. Al centro dello scontro ci sono il nome e il simbolo del Movimento, elementi che rappresentano non solo un marchio, ma l’identità stessa del partito.

La causa: cosa contesta Grillo

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L’atto di citazione è stato notificato dall’associazione originaria di Genova, legata a Grillo, e punta a chiarire chi detenga effettivamente la titolarità del marchio “Movimento 5 Stelle”. La prima udienza è già fissata per il mese di luglio.

Secondo la posizione dell’ex garante, il Movimento attuale si sarebbe allontanato in modo significativo dai principi fondativi con cui era nato nel 2009. L’azione legale mira quindi a stabilire se l’utilizzo del simbolo sia ancora legittimo da parte della struttura guidata da Conte.

Le radici del conflitto

Per comprendere la vicenda bisogna tornare indietro nel tempo. Il simbolo del Movimento 5 Stelle nasce all’interno della cosiddetta “non-associazione”, un modello organizzativo atipico che rifiutava le strutture tradizionali dei partiti.

Nel 2017 viene poi costituita un’associazione politica con sede a Roma, alla quale viene concesso l’uso del simbolo. Tuttavia, la proprietà del marchio resta formalmente legata alla realtà genovese vicina a Grillo.

Negli anni successivi, il Movimento ha attraversato profonde trasformazioni, sia sul piano organizzativo che su quello politico, fino ad arrivare all’attuale assetto guidato da Giuseppe Conte.

Le accuse alla nuova struttura

Nell’atto depositato in tribunale, vengono contestati diversi cambiamenti introdotti nel tempo. Tra questi, l’abbandono di alcune regole considerate centrali nella fase iniziale, come il limite dei due mandati e il principio di rotazione degli incarichi.

Un altro punto critico riguarda la leadership. Secondo i promotori della causa, l’introduzione della figura del presidente con poteri ampi avrebbe snaturato l’impostazione originaria, che si presentava come alternativa ai modelli politici tradizionali e fortemente personalistici.

Conte e la trasformazione del Movimento

Sotto la guida di Giuseppe Conte, il Movimento 5 Stelle ha progressivamente assunto una struttura più definita e centralizzata. Una scelta che, per alcuni, ha consentito al partito di consolidarsi e affrontare le sfide istituzionali.

Per altri, invece, questo cambiamento rappresenta una rottura con lo spirito originario del progetto, nato come esperienza politica anti-establishment e fortemente partecipativa.

Cosa può succedere ora

La decisione del Tribunale di Roma potrebbe avere conseguenze rilevanti. Se dovesse essere riconosciuta la titolarità del marchio all’associazione legata a Grillo, il Movimento guidato da Conte potrebbe trovarsi nella necessità di cambiare nome e simbolo.

Uno scenario che avrebbe un impatto significativo non solo sul partito, ma sull’intero panorama politico italiano, considerando il peso elettorale e istituzionale del M5S.

Una partita che va oltre il simbolo

Al di là dell’aspetto giuridico, la vicenda rappresenta uno scontro più profondo sulla natura e sull’identità del Movimento 5 Stelle. Da una parte la visione originaria, dall’altra l’evoluzione in una forza politica strutturata.

Il tribunale sarà chiamato a esprimersi sul piano formale, ma il confronto tra queste due anime del Movimento è destinato a proseguire anche sul terreno politico.