domenica, Marzo 29

Ora legale 2026, lancette avanti: quanto si risparmia e gli effetti sulla salute

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 è tornata l’ora legale. Alle 2:00 le lancette sono state spostate avanti di un’ora, passando direttamente alle 3:00. Un cambiamento che segna l’inizio della stagione con più luce, ma anche una modifica nelle abitudini quotidiane di milioni di italiani.

Se da un lato si dorme un’ora in meno, dall’altro si guadagnano giornate più lunghe e luminose, con effetti diretti anche sui consumi energetici.

Perché cambia l’ora: il risparmio energetico

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L’ora legale nasce con un obiettivo preciso: ridurre i consumi di energia sfruttando al massimo la luce naturale. Un principio introdotto già nel secolo scorso e ancora oggi al centro del dibattito.

Secondo le stime, durante i mesi di ora legale i consumi di luce e gas possono ridursi fino al 20%. Il calo è particolarmente evidente per l’illuminazione e l’utilizzo di dispositivi elettronici, che diminuiscono sensibilmente grazie alle ore di luce in più.

In particolare:

  • -34% nei consumi legati a illuminazione ed elettronica
  • -19% nei consumi in standby

Questo avviene anche perché, con le giornate più lunghe, le persone tendono a trascorrere più tempo fuori casa, riducendo l’uso degli apparecchi elettrici.

Quando torna l’ora solare

L’ora legale resterà in vigore per tutta la stagione estiva. Il ritorno all’ora solare è previsto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, quando le lancette verranno riportate indietro di un’ora.

Si tratta di un appuntamento fisso che ogni anno divide l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari.

Un sistema che divide ancora

Nonostante i vantaggi legati al risparmio energetico, l’ora legale continua a essere oggetto di discussione, soprattutto a livello europeo.

Alcuni Paesi del Nord Europa spingono per l’abolizione del cambio dell’ora, ritenuto poco utile a causa delle diverse condizioni di luce durante l’anno. Al contrario, nei Paesi del Mediterraneo – come l’Italia – i benefici risultano più evidenti.

Il tema è stato più volte affrontato anche dalle istituzioni europee, ma al momento il sistema resta invariato.

Gli effetti su salute e abitudini

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