Mancano poche settimane al voto e il referendum sulla giustizia continua a incendiare il confronto politico. Il tema è tornato al centro del dibattito televisivo durante l’ultima puntata di Otto e mezzo, il talk di approfondimento in onda su La7, dove si sono confrontati due volti noti dell’area progressista: Pier Luigi Bersani e il professor Tomaso Montanari.
Un confronto che, più che chiarire, ha mostrato tutte le tensioni di una sinistra divisa tra allarme istituzionale e difficoltà a leggere i dati reali del consenso elettorale.
Bersani: “Non ho mai avuto dubbi sulla rimonta”

L’ex segretario del Partito Democratico ha parlato con toni accesi, lasciando trasparire una forte preoccupazione per l’esito della consultazione. “Non ho mai avuto dubbi che ci sarebbe stata una rimonta nei sondaggi”, ha dichiarato Bersani, sostenendo che la partita referendaria sarebbe ormai apertissima.
Secondo la sua lettura, l’elettorato starebbe comprendendo la vera natura della riforma: “Non è una riforma per i cittadini, ma per spostare potere dalla politica alla magistratura”. Bersani ha poi chiamato in causa direttamente il ministro della Giustizia Carlo Nordio, accusandolo di ammettere implicitamente che la riforma favorirebbe chi governa oggi, lasciando agli altri solo una promessa di futura tranquillità.
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I sondaggi smentiscono l’allarme
Le parole di Bersani, però, si scontrano con i numeri più recenti. L’ultima rilevazione dell’Istituto Noto, diffusa nei giorni scorsi, fotografa una situazione molto diversa: il fronte del Sì risulta in vantaggio di quasi 20 punti percentuali rispetto al No.
















