Un incontro carico di dolore, silenzio e preghiera si è svolto questa mattina in Vaticano, dove Papa Leone XIV ha ricevuto i genitori dei ragazzi morti nel rogo di Crans-Montana. Un momento privato, lontano dalle telecamere, segnato da parole di consolazione e da una commozione palpabile, culminato nella recita del Padre Nostro e dell’Ave Maria.
«Non posso spiegarvi perché proprio a voi, ma Dio vi è vicino»

Leggi anche:Fedele sviene davanti a Papa Leone XIV in piazza San Pietro: il gesto del Pontefice commuove tutti
Leggi anche:Trump attacca ancora il Papa: “Vi dico una cosa su suo fratello”, scoppia il caso mondiale
Davanti ai volti segnati dalla sofferenza, il Pontefice ha pronunciato parole profonde, richiamando il grido di Cristo sulla Croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato». Papa Leone XIV ha spiegato di non poter dare risposte umane a un dolore così grande, ma ha voluto ribadire un messaggio di fede e speranza.
«Le parole umane sono impotenti davanti a una prova come questa», ha detto il Papa, aggiungendo che la speranza dei genitori non è vana perché Cristo è realmente risorto e accompagna chi soffre.
L’ingresso in Vaticano e l’incontro riservato
I genitori delle vittime sono arrivati in Vaticano a bordo di un unico pulmino, organizzato per semplificare una giornata particolarmente delicata. L’incontro si è svolto a porte chiuse nel Palazzo Apostolico, dopo una lunga mattinata di udienze del Pontefice con cardinali, vescovi e funzionari della Santa Sede.
L’udienza con le famiglie è stata volutamente fissata come ultimo appuntamento della giornata, per consentire a Papa Leone XIV di dedicare tutto il tempo necessario a persone devastate da una tragedia che ha cambiato per sempre le loro vite.
Nessuna diretta, solo l’audio alla stampa
Per rispetto del dolore delle famiglie, i collaboratori del Papa hanno deciso di non trasmettere l’incontro in diretta attraverso il circuito interno delle telecamere vaticane. Ai giornalisti presenti è stato fornito esclusivamente l’audio dell’udienza, in un clima di massima riservatezza e sicurezza.
La commozione di Papa Leone XIV
È stato lo stesso Pontefice ad apparire profondamente scosso. «Sono molto commosso a incontrarvi», ha confidato ai genitori, spiegando di aver voluto accogliere immediatamente la richiesta di udienza per condividere un momento di fede e vicinanza umana.
Il Papa ha parlato di una prova che interroga profondamente la coscienza e la fede di tutti, sottolineando come la Chiesa non possa offrire spiegazioni razionali al male, ma possa e debba stare accanto a chi soffre.
Dopo il Vaticano, l’incontro a Palazzo Chigi
Terminata l’udienza papale, la giornata dei genitori delle vittime è proseguita con un appuntamento istituzionale a Palazzo Chigi. Le famiglie hanno incontrato il sottosegretario Alfredo Mantovano e il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Al centro del colloquio, la necessità di coordinare una linea comune sul fronte giudiziario, sia nei tribunali svizzeri sia in quelli italiani, e di valutare ulteriori iniziative per far emergere la verità sulla notte della tragedia e aiutare le famiglie anche sul piano risarcitorio.
Un dolore che resta aperto
La tragedia di Crans-Montana continua a lasciare ferite profonde. L’incontro con Papa Leone XIV ha rappresentato per molti genitori un momento di raccoglimento e sollievo spirituale, ma il cammino verso la giustizia e la verità resta ancora lungo.
Come ha ricordato il Pontefice nel suo messaggio finale, la fede non cancella il dolore, ma può offrire una presenza silenziosa capace di accompagnare anche nei momenti più bui.