Per Battisti, la linea russa appare orientata a una soluzione che assomiglia più a un accordo di resa che a una tregua temporanea. Il nodo centrale resta il Donetsk, dove la parte ancora sotto controllo ucraino è difesa da una cintura di città fortificate costruita dal 2014, ritenuta strategica per la tenuta del fronte.
Sanzioni e alleanze
Le diciannove serie di sanzioni europee, secondo l’analisi, non avrebbero finora indebolito in modo decisivo Mosca. Diversi rapporti internazionali evidenziano la presenza di componenti occidentali negli armamenti russi, spesso ottenuti attraverso canali indiretti come Turchia, Cina o Emirati Arabi Uniti. A ciò si aggiunge il contributo della Corea del Nord in termini di uomini e munizioni.
Alla luce di questo quadro, il generale conclude che una fine rapida della guerra appare improbabile senza un cambiamento sostanziale nelle posizioni delle parti. “La storia insegna che non esiste una pace perfettamente equa – osserva – ma la pace dei vincitori e quella degli sconfitti”.

















