domenica, Marzo 1

Sanremo 2026, Sal Da Vinci vince e Conti passa il testimone a De Martino: finale tra musica e ombra della guerra

Sal Da Vinci conquista l’Ariston

È Sal Da Vinci il vincitore del Festival di Sanremo 2026. Il cantante ha trionfato al termine di una finale a cinque che lo ha visto davanti a Sayf, Ditonellapiaga, Arisa e Fedez con Marco Masini. L’annuncio è arrivato intorno alle due di notte, dopo una maratona televisiva lunga e carica di emozioni.

L’inizio della serata era stato solenne. Carlo Conti, Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti hanno aperto la finale del 76esimo Festival con una riflessione contro le guerre e un messaggio chiaro: “Proteggiamo i bambini”. Un momento istituzionale che ha dato il tono a una serata segnata anche dall’attualità internazionale.

Il passaggio di consegne in diretta

Il vero colpo di scena è arrivato in sala. Carlo Conti ha ufficialmente investito Stefano De Martino come prossimo conduttore e direttore artistico del Festival. Un passaggio di testimone avvenuto in diretta televisiva, evento mai accaduto prima nella storia recente della kermesse.

De Martino, 36 anni, emozionato e consapevole della sfida, ha dichiarato: “Non vedo l’ora di mettermi a lavoro”. Si chiude così l’era Conti, dopo due anni di transizione successivi al ciclo di Amadeus.

Una serata lunga e accademica

La finale è stata una lunga passerella di trenta artisti, da Francesco Renga fino a Eddie Brock, classificato ultimo. Momenti di leggerezza non sono mancati grazie a Nino Frassica e alle sue incursioni ironiche, ma la struttura della serata è rimasta didascalica e tradizionale.

Tra le eccezioni più significative, l’intervento di Gino Cecchettin in ricordo della figlia Giulia e di tutte le vittime di femminicidio, e l’ingresso spettacolare di Andrea Bocelli, arrivato a cavallo del suo Caudillo. Sul palco il tenore ha eseguito “Il mare calmo della sera” e “Con te partirò”, ricevendo una standing ovation.

Perché ha vinto lui

La domanda è rimbalzata subito sui social: “Perché ha vinto lui?”. La risposta va cercata nell’equilibrio tra televoto, sala stampa e giurie. Sal Da Vinci è riuscito a intercettare un consenso trasversale, mettendo d’accordo generazioni diverse con un brano capace di parlare al cuore del pubblico.

Nel corso delle serate precedenti il suo posizionamento nelle classifiche era rimasto solido, senza strappi clamorosi ma con una costanza che si è rivelata decisiva. Escludendo la serata cover, spesso influenzata da fattori esterni, il percorso è stato lineare e progressivo, costruito sull’empatia e sulla riconoscibilità artistica.

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