domenica, Luglio 19

Pippo Baudo è morto a 89 anni: addio al gigante della tv italiana, recordman di Sanremo

L’addio a un gigante della televisione

È morto a 89 anni Pippo Baudo, storico volto della tv italiana e tra i conduttori più iconici di sempre. La notizia, appresa dall’Ansa da fonti vicine alla famiglia, è stata confermata dall’avvocato Giorgio Assumma. Con lui scompare una figura che ha segnato decenni di intrattenimento e che ha contribuito in modo decisivo all’identità della televisione pubblica.

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Una carriera che ha fatto la storia della Rai

Baudo è stato protagonista di alcuni dei programmi più amati del piccolo schermo: Settevoci, Canzonissima, Domenica In, Fantastico, Serata d’onore e Novecento. Il suo nome resta indissolubilmente legato al Festival di Sanremo, di cui detiene il record assoluto: 13 edizioni da conduttore e direttore artistico tra il 1968 e il 2008. Una leadership naturale, capace di far dialogare tradizione e modernità e di trasformare ogni diretta in un evento collettivo.

Il talento di scoprire i talenti

Oltre al ruolo di mattatore, Baudo è stato un talent scout di rara sensibilità, contribuendo a lanciare o valorizzare artisti poi diventati protagonisti della musica e della tv: da Lorella Cuccarini a Giorgia, da Laura Pausini a Fabrizio Moro, passando per Barbara d’Urso e Heather Parisi. Una generazione cresciuta anche grazie alla sua capacità di riconoscere il potenziale e di costruire palcoscenici su misura.

Gli inizi: la laurea in Legge e l’approdo sul piccolo schermo

Nato figlio unico dell’avvocato Giovanni Baudo, Pippo si laurea in Giurisprudenza prima di scegliere definitivamente la televisione. Gli esordi arrivano negli anni Sessanta con Guida degli emigranti, Primo piano e Telecruciverba, quindi CantaItalia e il Festival di Napoli. Nel 1968 sale per la prima volta sul palco dell’Ariston accanto a Luisa Rivelli. Da lì prende il via una scalata inarrestabile: eredita Canzonissima, porta il suo carisma al sabato sera con Luna Park (1979) e, succedendo a Corrado, guida Domenica In fino al 1985. Arrivano poi Fantastico e Serata d’onore, che dominano gli ascolti e consolidano il suo ruolo di “padrone di casa” della tv generalista.

I record e l’ultimo tratto di una carriera sterminata

Nel 1987, in finale di Sanremo, Baudo firma un ascolto record con 17 milioni di spettatori. Il suo successo attraversa gli anni Novanta e i primi Duemila, prima di un graduale diradarsi delle apparizioni. Nel 2015/2016 per la prima volta in mezzo secolo non conduce alcun programma, poi rientra con Domenica In, I fatti vostri e Sanremo Giovani in coppia con Fabio Rovazzi. L’ultima apparizione è del febbraio 2024 nello speciale La Tv fa 70 di Massimo Giletti, tributo ai 70 anni della Rai in cui Baudo ha potuto raccogliere ancora una volta l’abbraccio del pubblico.

La vita privata

Pippo Baudo ha avuto due figli e cinque compagne. Nel 1962 nasce Alessandro dalla relazione con Mirella Adinolfi, riconosciuto nel 1996 dopo una breve vicenda legale. Dal matrimonio con Angela Lippi (1970) nasce Tiziana, a lungo al suo fianco come segretaria e assistente. Tra i legami più noti quello con la soprano Katia Ricciarelli, sposata nel 1986 e da cui si separa nel 2004 (divorzio nel 2007). Importanti anche le relazioni con Alida Chelli e Adriana Russo. Tre i nipoti: i gemelli Nicholas e Nicole (2010), figli di Tiziana, e Sean (1990), figlio di Alessandro.

L’eredità di un “Signore della tv”

Padronanza della scena, tempi perfetti e un rapporto unico con il pubblico: Baudo ha incarnato l’idea stessa di conduzione, fondendo talento, disciplina e calore umano. La sua eredità vive nei format che ha reso popolari, negli artisti che ha aiutato a crescere e nel sentimento di familiarità che ha saputo trasmettere a intere generazioni. Oggi il ricordo si traduce in una domanda semplice e potente: chi ha fatto la tv, vive per sempre nei momenti che ci ha regalato?

Ma qual è stata la causa del decesso? Secondo quanto riportato, non si tratta di una malattia. Pippo Baudo non soffriva infatti di gravi patologie. La sua morte è stata attribuita a un naturale declino dovuto all’età, quello che i medici definiscono “spegnimento dolce”, tipico delle persone anziane.