martedì, Marzo 17

Pippo Franco rinviato a giudizio: falsi certificati per il green pass, coinvolti moglie e figlio

Per la difesa, si trattava di una semplice battuta ironica, mentre per l’accusa rappresenterebbe un elemento indiziario da inserire nel contesto dell’indagine.

L’anomalia sulle dosi e l’indagine dei Nas

L’inchiesta ha avuto origine da un dato apparentemente tecnico ma decisivo: una discrepanza nel numero di dosi di vaccino dichiarate dal medico rispetto a quelle realmente disponibili.

Secondo gli accertamenti, a fronte di 20 fiale ricevute – equivalenti a circa 120 dosi – sarebbero state registrate 156 somministrazioni.

Un’anomalia che ha attirato l’attenzione dei carabinieri del Nas, dando il via agli approfondimenti investigativi e portando alla richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli indagati.

Altri nomi coinvolti e secondo filone d’indagine

Tra gli imputati compare anche l’attore Pierluigi Concilietti, noto per la sua partecipazione al film Benedetta Follia di Carlo Verdone.

Parallelamente, la Procura sta valutando un secondo filone d’inchiesta che riguarda sempre lo stesso medico e la presunta emissione di certificati falsi per ottenere permessi di accesso alle Ztl di Roma.

In questo caso, la decisione su un eventuale processo per altri indagati è attesa nei prossimi mesi.

Un processo simbolo degli anni della pandemia

Il caso rappresenta uno degli episodi più rilevanti legati alla gestione del green pass in Italia. Durante la pandemia, la certificazione verde è stata uno degli strumenti principali per contenere i contagi e regolamentare la vita pubblica.

Eventuali irregolarità nella sua emissione assumono quindi un rilievo non solo giudiziario, ma anche sociale e politico.

Sarà ora il processo a stabilire se si sia trattato di un sistema organizzato o di una ricostruzione che, come sostiene la difesa, non trova pieno riscontro nei fatti.

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