Napoli piange la scomparsa di Sabatino Santangelo, ex vicesindaco del Comune, morto all’età di 89 anni. Figura storica della politica cittadina, Santangelo è stato uno dei principali protagonisti della stagione amministrativa guidata da Rosa Russo Iervolino.
Nominato vicesindaco il 19 giugno 2006, ha mantenuto l’incarico fino al 15 maggio 2011, durante il secondo mandato della sindaca. In quegli anni è stato considerato uno dei punti di equilibrio della giunta comunale, in una fase segnata da forti tensioni politiche e da una complessa gestione amministrativa.
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Il ruolo nella giunta comunale

Notaio di professione, Sabatino Santangelo ha portato all’interno dell’amministrazione una solida competenza giuridica, diventando nel tempo una figura di riferimento nei processi decisionali più delicati. Il suo ruolo di vicesindaco lo ha visto spesso impegnato nel mantenere la coesione dell’esecutivo e nel garantire continuità istituzionale in momenti di particolare difficoltà per la città.
All’interno della giunta Iervolino, Santangelo è stato considerato un amministratore pragmatico, capace di muoversi tra mediazione politica e rigore istituzionale, superando le numerose polemiche che hanno caratterizzato quella fase della vita amministrativa napoletana.
L’esperienza legata a BagnoliFutura
Oltre all’attività politica, Santangelo è stato presidente di BagnoliFutura, la società pubblica incaricata del progetto di riqualificazione dell’area ex industriale di Bagnoli. Un incarico che lo ha collocato al centro di uno dei dossier urbanistici più complessi e controversi della storia recente di Napoli.
Coinvolto successivamente nelle vicende giudiziarie legate al fallimento del progetto, Santangelo è stato assolto con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, chiudendo definitivamente ogni accusa a suo carico.
Il ricordo di una stagione politica
La morte di Sabatino Santangelo riporta alla memoria una stagione politica che ha segnato profondamente la città, tra grandi ambizioni di rilancio urbano, difficoltà strutturali e un contesto politico spesso instabile. La sua figura resta legata a quegli anni come quella di un uomo delle istituzioni, profondamente inserito nei meccanismi amministrativi del Comune.
Con la sua scomparsa, Napoli perde uno dei protagonisti di un’epoca che ha lasciato un segno duraturo nel dibattito politico e amministrativo cittadino.