domenica, Giugno 28

Prodi non si tiene, la stoccata da Gruber: “Meloni? La parola giusta per lei è…”

Romano Prodi torna a far parlare di sé. Ospite di Lilli Gruber nella puntata di Otto e mezzo andata in onda su La7 venerdì 24 ottobre, il Professore non ha risparmiato la premier Giorgia Meloni, tirando fuori l’ennesima stoccata che ha subito acceso il dibattito politico.

A sollecitarlo è stata la conduttrice, che ha ricordato alcune recenti dichiarazioni pesanti dell’opposizione: dal “cortigiana” usato da Maurizio Landini al “cheerleader di Trump” firmato Movimento 5 Stelle.

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La domanda di Gruber e la risposta gelida del Professore

Quando Lilli Gruber gli ha chiesto quale fosse secondo lui l’aggettivo più adatto per descrivere il rapporto tra Meloni e l’ex presidente americano Donald Trump, Prodi non ha esitato un secondo: “Ho detto obbediente, e lo confermo”, ha risposto con tono serafico. Una definizione secca, che ha lasciato la conduttrice in silenzio per un istante prima di proseguire con l’intervista.

“Meloni non parla mai di Europa, ma di Occidente”

Il Professore, già premier e presidente della Commissione europea, ha poi argomentato la sua affermazione, spostando il discorso sul piano politico e istituzionale. “Meloni non parla mai di Europa, parla di Occidente”, ha spiegato. “La cosa che mi colpisce molto è che tutti sanno che, se vogliamo che l’Europa vada avanti, bisogna abolire l’unanimità nelle decisioni. Ma Meloni non la vuole”.

Per Prodi, la premier sarebbe dunque ostile a ogni passo verso un’Europa più integrata, e più incline a seguire le linee strategiche degli Stati Uniti: “Lei vuole che l’Italia abbia un’assoluta autonomia. Nella sua visione, l’Europa è solo un’area commerciale, poco di più”, ha detto, con un tono a metà tra il rimprovero e la delusione.

Il ritorno del vecchio tema: l’unanimità Ue

L’abolizione del diritto di veto negli organismi europei è da anni uno dei cavalli di battaglia di Prodi, che lo ritiene un passaggio essenziale per rendere l’Unione più efficiente. “Finché un singolo Paese potrà bloccare tutto, l’Europa non sarà mai una vera potenza politica”, ha ribadito. Per questo, il rifiuto di Meloni a modificare le regole Ue rappresenterebbe, secondo lui, un ostacolo alla crescita dell’Unione.

Una frase che fa discutere

La parola “obbediente” ha immediatamente iniziato a circolare sui social, accompagnata da centinaia di commenti tra chi applaude il Professore e chi lo accusa di essere rimasto ancorato a una visione d’Europa ormai superata. Sostenitori di Meloni e rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno già replicato, definendo l’intervento di Prodi “una provocazione fuori tempo massimo”.

Ma l’ex premier non sembra intenzionato a smussare i toni. “L’Europa non può restare ostaggio delle nazioni che dicono no a tutto. Meloni, purtroppo, è tra queste”, ha aggiunto prima di chiudere l’intervista, tra gli applausi del pubblico in studio.

Il messaggio politico dietro la stoccata

Dietro l’ironia e la fermezza del Professore, il messaggio è chiaro: per Prodi, la vera battaglia non è più tra destra e sinistra, ma tra chi crede in un’Europa politica e chi preferisce tornare alle logiche sovraniste. E in questa contrapposizione, Giorgia Meloni, secondo lui, avrebbe scelto senza esitazioni il secondo campo.

Ancora una volta, la passerella di Otto e mezzo si trasforma in un ring politico, e la “parola giusta” di Romano Prodi riapre uno scontro che promette di continuare nei prossimi giorni, tra dichiarazioni, repliche e inevitabili polemiche.

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