Questo dovrebbe essere l’ultimo intervento sulle cosiddette accise mobili, il meccanismo che consente di utilizzare il maggior gettito IVA generato dall’aumento dei prezzi energetici per finanziare riduzioni temporanee delle accise. Dopo quattro decreti legge e due decreti ministeriali, il governo sembra orientato a cambiare approccio.
Tramontata l’idea di un voucher carburante legato alla carta Dedicata a te per i redditi sotto i 15mila euro, si sta valutando un rafforzamento dei fringe benefit aziendali, con la possibilità di introdurre bonus carburanti e altri tipi di benefit erogabili dalle imprese direttamente ai propri dipendenti. Una soluzione più strutturale e selettiva, che però richiederebbe tempi più lunghi per essere attuata. Nel frattempo, fino al 3 luglio, gli automobilisti faranno i conti con gli effetti di questo sesto intervento: quasi tutto uguale per la benzina, un po’ più caro per chi guida diesel.
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