martedì, Aprile 7

Bassetti sul bimbo del Monaldi: “È questione di ore”. Il nodo del cuore e le cure palliative

Il cuore destinato al trapianto deve essere mantenuto a circa 4 gradi. Il ghiaccio secco, che raggiunge temperature intorno ai -78 gradi, può danneggiare irreversibilmente i tessuti. «È quello che fa il fumo – spiega Bassetti – se lo tocchi ti bruci. Temperature simili possono compromettere un organo in modo definitivo».

Ma c’è un altro passaggio cruciale: «L’espianto del cuore del ricevente dovrebbe avvenire solo dopo la verifica definitiva dell’idoneità dell’organo donato. Quel cuore doveva essere verificato prima».

“Non gettiamo fango su tutto il sistema”

Bassetti invita però a distinguere tra eventuali responsabilità individuali e la qualità complessiva del sistema trapianti italiano. «Se qualcuno ha sbagliato deve pagare, ma non si può trasformare un errore, per quanto grave, in una condanna dell’intera sanità».

Il Programma nazionale trapianti viene definito un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Anche il Monaldi, sottolinea l’esperto, «è uno straordinario ospedale» e la vicenda va chiarita rapidamente per evitare un danno di immagine a un sistema che salva migliaia di vite ogni anno.

Il doppio dramma del trapianto fallito

Un trapianto che non va a buon fine è, nelle parole di Bassetti, «un doppio dramma»: colpisce chi riceve l’organo e chi lo ha donato. Dietro ogni donazione c’è una famiglia che, nel momento più doloroso, sceglie di trasformare la perdita in speranza per altri.

«Chiarire tutto con trasparenza è un dovere morale – conclude – per la famiglia del bambino, per i sanitari che lavorano con serietà e per la fiducia nel sistema trapianti».

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