Il primo “segnale” dovrebbe essere l’addio dell’assessore Giancarlo Tancredi, indicato come passo necessario per rafforzare la credibilità della giunta. La decisione potrebbe arrivare nelle prossime ore. Intanto, ieri una delegazione dem ha incontrato di nuovo Sala per ribadire la richiesta di «cambiamenti concreti», con un nuovo vertice atteso nel weekend.
Riformisti con Sala, M5S all’attacco
Mentre Schlein sceglie la cautela, l’ala riformista del Pd prende posizione netta: difesa a oltranza del sindaco. «Esprimo piena fiducia in Beppe Sala», ha dichiarato Alessandro Alfieri. Sulla stessa linea Pierfrancesco Maran, oggi europarlamentare: «Solidarietà politica e umana a Sala e Tancredi, ho sempre creduto nella loro correttezza».
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Di segno opposto il Movimento 5 Stelle, che con Chiara Appendino chiede «un passo di lato» da parte di Sala, mentre Avs spinge per una svolta ecologista nelle politiche urbanistiche. «Milano deve dire stop al consumo di suolo», ha dichiarato Angelo Bonelli.
Perché Schlein rischia grosso
Il caso Milano non è solo un affare locale: a pochi mesi dal voto regionale, una crisi nella capitale economica d’Italia sarebbe un colpo pesantissimo per il Pd. La segretaria deve evitare che la vicenda si trasformi in un boomerang politico capace di minare la sua leadership. Per ora, la linea è chiara: nessuno strappo, ma segnali concreti per calmare le acque. Basterà?