Un uomo di 74 anni è morto nel pomeriggio di Ferragosto lungo il Tagliamento, nel territorio del comune di Ragogna, in provincia di Udine. L’allarme è scattato intorno alle 16:30 in una zona di ristagno del fiume all’altezza della località Tabine.
Secondo la ricostruzione dei soccorritori, l’uomo — residente in zona — sarebbe stato colto da un malore improvviso mentre si trovava in acqua. Le cause non sono state accertate.
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Il tentativo di soccorso

Il tratto di fiume era frequentato da numerose persone per la giornata festiva. Sono stati i bagnanti presenti a dare l’allarme, chiamando il 112, e ad avviare immediatamente le manovre di rianimazione.
C’è un dettaglio che merita di essere raccontato: chi ha praticato il massaggio cardiaco è stato guidato telefonicamente dalla Sores, la centrale operativa regionale dell’emergenza sanitaria. È una procedura consolidata, l’operatore istruisce passo per passo chi si trova sul posto, e in molti casi è ciò che tiene in vita una persona fino all’arrivo dei sanitari.
Le manovre sono proseguite per diversi minuti anche dopo l’arrivo del personale medico, giunto sul greto con entrambi gli elicotteri dell’elisoccorso regionale. Per il 74enne, però, non c’è stato nulla da fare.
Gli interventi sul posto
Sul luogo sono intervenuti anche i vigili del fuoco, i carabinieri e la stazione di Udine del Soccorso alpino. Le operazioni si sono concluse intorno alle 17:45, dopo il nulla osta del magistrato per la rimozione della salma, affidata alle onoranze funebri. È la procedura ordinaria in caso di decesso improvviso in luogo pubblico.
Con l’uomo c’era il suo cane. L’animale è stato preso temporaneamente in custodia dai soccorritori.
Una giornata di interventi in Friuli
Quello di Ragogna è stato l’episodio più grave di una giornata impegnativa per i soccorsi in regione. In mattinata la stazione di Maniago era intervenuta a Frisanco per una podista infortunata durante una marcia; nel primo pomeriggio l’elisoccorso è stato attivato sopra il rifugio Lambertenghi Romanin, nella zona di Forni Avoltri, per una donna di 51 anni precipitata per alcuni metri durante un’escursione in cordata.
Il bagno in fiume dopo giorni di caldo
Un’osservazione di carattere generale, che non riguarda nello specifico questo episodio ma che vale la pena richiamare in una giornata come questa.
I fiumi alpini e prealpini, Tagliamento compreso, mantengono anche in piena estate temperature dell’acqua sensibilmente più basse di quelle del mare, con differenze che dopo giornate di caldo intenso possono superare i quindici gradi rispetto alla temperatura dell’aria. L’ingresso rapido in acqua fredda con il corpo surriscaldato può provocare una reazione cardiovascolare improvvisa, particolarmente rilevante per le persone anziane o con patologie cardiache preesistenti.
Le raccomandazioni sono poche e semplici: entrare gradualmente, bagnandosi prima polsi, nuca e torace; evitare il bagno subito dopo una lunga esposizione al sole o dopo i pasti; non allontanarsi dalla riva se si è soli. E, come accaduto qui, chiamare subito il 112 e seguire le indicazioni dell’operatore, che sa esattamente cosa far fare a chi si trova sul posto.