Una piazza piena, bandiere e slogan per la libertà di stampa. Giuseppe Conte ha aperto la manifestazione “Viva la stampa libera” a Piazza Santi Apostoli a Roma, convocata in solidarietà a Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report la cui auto è stata distrutta da un ordigno esploso davanti alla sua abitazione a Pomezia. “Non c’è nessun colore politico, ma una battaglia di civiltà”, ha dichiarato l’ex premier dal palco, ricevendo applausi e cori di sostegno.
Il leader del Movimento 5 Stelle ha poi rivolto un appello diretto al governo: “Per una stampa libera serve una politica responsabile. Il partito della presidente del Consiglio dovrebbe ritirare la querela contro Ranucci, così come dovrebbero fare i ministri che l’hanno querelato. Sono stato premier anch’io e, anche di fronte agli articoli più pesanti, non ho mai sporto denuncia”.
“Serve una politica responsabile”
Dal palco, Conte ha continuato a richiamare le istituzioni al dovere di proteggere i giornalisti. “Una politica responsabile deve garantire che i giornalisti possano lavorare senza intimidazioni”, ha detto. “Occorre una vera legge contro le querele temerarie, spesso usate come strumento di censura preventiva. E bisogna riformare la Rai, sottraendola al controllo del governo. L’Europa non serve solo per chiedere tagli o armi, ma per difendere la libertà d’informazione”.
Parole accolte con entusiasmo dalla platea, composta da militanti del M5S, delegazioni del Partito Democratico, di +Europa e di Alleanza Verdi e Sinistra. Tuttavia, la manifestazione, nata come evento “apartitico”, ha assunto presto i contorni di un’iniziativa politica vera e propria, con slogan e cartelli contro il governo Meloni.
La sorpresa: in piazza anche Fratelli d’Italia
Ma la vera sorpresa è arrivata poco dopo. Tra i partecipanti alla manifestazione, infatti, si sono visti anche alcuni rappresentanti di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni. Presenti i capigruppo Lucio Malan e Galeazzo Bignami, insieme ai deputati Giovanni Donzelli e Augusta Montaruli. Una presenza che ha spiazzato i promotori dell’evento e, secondo alcuni osservatori, ha “mandato in frantumi i piani rossi” di Conte, trasformando la piazza in un momento di confronto bipartisan inatteso.
“Questa è la piazza di tutti, non di un solo partito”, ha provato a precisare Conte dal palco, cercando di smorzare le tensioni. Ma la presenza dei deputati meloniani ha inevitabilmente spostato il baricentro mediatico dell’evento.
Gli interventi di Fratoianni e Gabanelli
Tra gli interventi più applauditi anche quello di Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra: “Serve un salto di qualità da parte di chi governa la Rai. Quando alle parole di solidarietà non seguono atti concreti, c’è da preoccuparsi. Il Paese scivola ogni anno più in basso nelle classifiche sulla libertà di stampa”.
In collegamento video è intervenuta anche Milena Gabanelli, storica collega e amica di Ranucci: “A Report abbiamo lavorato dieci anni senza tutela legale, mossi solo dalla passione e dalla fiducia nel servizio pubblico. Ma rischiare di essere colpiti per aver fatto il proprio dovere è inaccettabile. Mi auguro che simili episodi non si ripetano mai più”.
Un messaggio trasversale
La giornata si è chiusa tra applausi e riflessioni. Pur tra polemiche e sorprese, la manifestazione ha lanciato un messaggio chiaro: la difesa della libertà di stampa non può essere appannaggio di un solo schieramento. Ma la presenza di esponenti di Fratelli d’Italia ha messo in difficoltà l’ex premier, costringendolo a ricalibrare il tono e a difendere l’idea di una piazza “per tutti”.
Una piazza che, per un giorno, ha unito avversari storici nel nome del giornalismo libero — anche se, politicamente, il confine tra solidarietà e propaganda resta più sottile che mai.
