martedì, Marzo 24

Nordio non si dimette dopo la sconfitta al referendum: “Ho perso io, ne rivendico la paternità”

Nordio è pragmatico nel tracciare la rotta dei prossimi mesi. Ammette senza esitazioni che il risultato referendario comporterà uno stop ad alcune misure: “Qualcosa si fermerà”, riconosce. Ma aggiunge immediatamente una lettura inaspettatamente positiva dell’esito: “La sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi.” Un approccio pragmatico — quasi freddo — che dice molto sul modo in cui Nordio intende gestire la fase successiva.

Le priorità indicate per i prossimi mesi riguardano l’efficientamento operativo del sistema giudiziario: concorsi per coprire la carenza di organico nella magistratura e stabilizzazione del personale legato al Pnrr. Interventi meno epocali della separazione delle carriere, ma forse più immediatamente incisivi sulla quotidianità del sistema.

Sul rapporto con la magistratura dopo il voto, il ministro non si illude: il risultato del referendum “limiterà l’iniziativa politico-parlamentare in alcuni ambiti”, afferma, facendo riferimento in particolare al tema dell’immigrazione. Un segnale che la sconfitta sulla giustizia potrebbe avere effetti a cascata anche su altri dossier del governo.

Governo compatto, nessun rimpasto — e le accuse personali che lo hanno colpito

Sul piano politico, Nordio esclude con decisione qualsiasi scossone nell’esecutivo: “La nostra compagine ministeriale è compatta”, afferma, negando ipotesi di rimpasto anche alla luce delle polemiche che hanno coinvolto il ministero nelle ultime settimane — prima fra tutte quella legata al viceministro Andrea Delmastro. Nordio respinge anche l’idea che i casi politici emersi durante la campagna abbiano inciso sul risultato: “Non hanno influito in nulla”, sostiene. Pur ammettendo, in un momento di maggiore apertura, di essere rimasto colpito da alcune accuse personali.

La chiusura delle sue dichiarazioni è quella di un uomo che non ha intenzione di recitare la parte del vinto: “Le battaglie più nobili sono quelle combattute con più energia. Anche quando vengono perdute.” Una frase che suona come un addio provvisorio — non a una battaglia, ma solo a questa battaglia. Nordio resta al suo posto, il governo va avanti. E la riforma della giustizia, almeno nella sua forma costituzionale, passa agli archivi.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.