A meno di un mese dal voto del 22 e 23 marzo, il referendum sulla giustizia 2026 entra in una fase inattesa. Quando la campagna sembrava avviarsi verso un esito prevedibile, un nuovo sondaggio rimette tutto in discussione. Il clima politico si fa più teso, le strategie cambiano e il confronto tra i due fronti si trasforma in un vero testa a testa.
Secondo l’ultima rilevazione dell’Istituto Demopolis, realizzata per la trasmissione Otto e mezzo, il No è ora in vantaggio. Una rimonta che pesa più dei numeri stessi, perché certifica uno spostamento dell’opinione pubblica proprio nella fase decisiva della campagna.
Il sorpasso del No
Nella prima simulazione, che include anche gli indecisi, il No si attesta al 41%, contro il 40% del Sì. Una distanza minima, ma simbolicamente significativa. Ancora più rilevante è il dato che emerge escludendo chi non ha ancora deciso: tra gli elettori che dichiarano un orientamento definito, il No sale al 51%, mentre il Sì si ferma al 49%.
Due punti percentuali possono sembrare pochi, ma in un referendum senza quorum diventano decisivi. Non è prevista una soglia minima di partecipazione: vincerà semplicemente chi otterrà più voti validi. In questo scenario, anche una variazione contenuta può determinare l’esito finale.


















