Il referendum sulla giustizia entra nella fase più calda della campagna e i numeri iniziano a delineare un quadro chiaro, ma non definitivo. Secondo un nuovo sondaggio pubblicato dal quotidiano “Il Giornale”, il Sì alla separazione delle carriere sarebbe in vantaggio con il 53,3%, mentre il 46,7% si orienterebbe verso il No.
Un margine che, pur significativo, non mette al riparo da sorprese: resta infatti un bacino di circa 20% di indecisi, decisivo per l’esito finale della consultazione.
La Russa: “Abbassare i toni”
Nel pieno del dibattito politico è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, invitando a semplificare il confronto pubblico.
“Bisognerebbe dire agli italiani che il referendum vuole due cose: la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e un Csm non deciso dalle correnti ma dal sorteggio. Se piace si vota Sì, se non piace si vota No. Tutto il resto crea confusione”, ha dichiarato a Radio anch’io su Radiouno Rai.
Un appello a evitare polemiche e sovrastrutture che, secondo La Russa, rischiano di complicare la decisione dei cittadini.
Centrodestra compatto sul Sì
Il dato politico più netto riguarda l’elettorato di centrodestra, che appare sostanzialmente compatto.
- Fratelli d’Italia: 97% favorevole al Sì
- Lega: 96% favorevole
- Forza Italia: 94% favorevole
Numeri che configurano un vero e proprio plebiscito interno, con percentuali che sfiorano l’unanimità tra gli elettori delle forze di governo.
Le divisioni nel campo del No
Più articolata la situazione nel centrosinistra. Nel Partito Democratico l’85% degli elettori si dichiara contrario alla riforma, ma un 15% voterebbe comunque Sì.


















