lunedì, Luglio 27

Mario Roggero, la difesa punta sul vizio di forma: il ricorso in Cassazione che potrebbe annullare la condanna

Il caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 17 anni in primo grado, potrebbe conoscere una svolta inattesa. Mentre resta in ballo la richiesta di grazia presentata dalla moglie al presidente della Repubblica, la difesa ha depositato un ricorso in Cassazione che punta su un presunto vizio di forma nel processo di primo grado. Un dettaglio procedurale che, se accolto, potrebbe portare all’annullamento della sentenza e alla rimessa in libertà del gioielliere prima ancora di un’eventuale decisione del Quirinale.

L’assenza del giudice popolare il giorno della sentenza

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Il nodo della questione riguarda l’ultima udienza dibattimentale di primo grado, celebrata il 4 dicembre 2023, giorno in cui la Corte d’Assise condannò Roggero. Come riportato da Libero, il professor Sergio Novani, che coordina il collegio difensivo insieme all’avvocato Stefano Marcolini, ha evidenziato che quel giorno uno dei giudici popolari effettivi non si presentò in aula. Nel verbale riassuntivo dell’udienza si legge che la Corte, «preso atto dell’assenza del giudice popolare titolare», dispose il subentro del primo supplente in ordine di sorteggio.

Proprio qui, secondo la difesa, si annida il problema: dell’assenza «non si indagano minimamente le ragioni». Un passaggio che, per i legali, avrebbe violato uno dei principi cardine dell’ordinamento: il diritto dell’imputato al giudice naturale precostituito per legge, sancito dall’articolo 25 della Costituzione.

La presunta nullità della sentenza

Nel ricorso si sostiene che le cause dell’assenza «debbono essere sempre e comunque accertate, valutate e dichiarate» e che la totale mancanza di motivazione integrerebbe una «nullità assoluta della sentenza di primo grado», con riferimento alla legge n. 287 del 1951 sui procedimenti di assise.

La difesa sottolinea anche una circostanza definita di «ironia tragica»: durante la discussione d’appello, all’udienza del 3 dicembre 2025, il presidente diede atto dell’esonero di un giudice popolare aggiunto specificando il motivo, ovvero «gravi motivi familiari». Esattamente quel tipo di accertamento che, secondo i legali, mancò nel primo grado. Spetterà ora alla Cassazione valutare la fondatezza del ricorso.

Le parole di Roggero dal carcere: “Serve una guardia giurata”

Nel frattempo, dal carcere di Bollate, Roggero si dice preoccupato per la sicurezza della moglie, che continua a lavorare nella gioielleria di Grinzane Cavour. «Senza di me, in caso di una nuova rapina, non so come potrebbero difendersi», ha confidato al suo avvocato, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, spiegando di temere che qualcuno possa approfittare della sua assenza una volta spenti i riflettori. Da qui la decisione: «Dobbiamo aggiungere una guardia giurata che possa proteggerle, il prima possibile, senza badare a spese».

Quanto alla richiesta di grazia, il gioielliere si augura che il presidente Mattarella la prenda in esame «con molta attenzione e umanità, al di là e al di sopra delle polemiche». In attesa degli sviluppi, Roggero ha scelto di impegnarsi in carcere: si occuperà della biblioteca e del centro di assistenza, con mansioni amministrative a servizio degli altri detenuti.