Si accende lo scontro a distanza tra Milo Infante e Roberta Bruzzone. Una grana, l’ennesima, da gestire per il servizio pubblico, che vede contrapposti due volti molto noti del piccolo schermo. Il caso è ormai approdato ai vertici della Rai.
Al centro della disputa, gli strascichi social di una rottura professionale consumatasi mesi fa e mai davvero ricomposta. E adesso la questione finisce sul tavolo dei garanti aziendali.
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La rottura a “Ore 14”

Per capire l’origine del conflitto bisogna tornare allo scorso novembre. Dopo una lunga collaborazione, la criminologa aveva lasciato lo studio di “Ore 14”, invitando polemicamente gli altri ospiti a “leggere le carte”.
Immediata era stata la replica stizzita del padrone di casa, secondo cui anche gli altri facevano lo sforzo di leggerle e non era certo l’unica a farlo. Un battibecco in diretta che ha sancito la fine di un rapporto, definito da entrambi anche come un’amicizia ormai venuta meno.
La segnalazione al Comitato etico
La vicenda, però, non si è chiusa lì. Infante, oltre a condurre, ricopre il ruolo di vicedirettore degli Approfondimenti, e ha deciso di segnalare il comportamento di Bruzzone al Comitato etico della Rai, oltre che ai direttori di competenza.
Secondo quanto riportato dalla stampa, il conduttore sarebbe particolarmente risentito per alcuni commenti che la criminologa avrebbe condiviso sui propri profili social dopo la rottura. Avrebbe quindi consegnato un dossier sui presunti attacchi, che ora il comitato dovrà esaminare. Una decisione, riferiscono le fonti, ancora lontana e che potrebbe persino sfociare in un chiarimento.
I programmi a rischio
Le conseguenze, per Bruzzone, potrebbero non essere irrilevanti. La criminologa è infatti opinionista a “La Vita in Diretta” e conduttrice di “Nella mente di Narciso”, docuserie in onda tra RaiPlay e Rai2 e prodotta da “La Casa Rossa”, la società di Francesca Verdini.
Proprio le sue trasmissioni sarebbero ora sotto osservazione. Si parla anche di un nuovo ciclo di puntate dedicato alle truffe agli anziani, in collaborazione con la Polizia di Stato, progetto che il dossier potrebbe rallentare. Domenica scorsa, riferiscono i bene informati, ci sarebbe stato un incontro tra il vicedirettore Giuseppe Malara e la produzione per valutare il da farsi.
Di fronte alla tempesta, Roberta Bruzzone non sembra avere alcuna intenzione di arretrare. Interpellata sulla vicenda, ha dichiarato di prendere atto della cosa con assoluta serenità, anzi di non vedere l’ora di essere eventualmente convocata.
Per la criminologa, quella sarebbe la sede più opportuna per presentare, documentazione alla mano, tutto ciò che anche lei avrebbe da riferire su condotte e dinamiche che la riguardano direttamente e che, a suo dire, riguardano lo stesso Infante. Solo allora, ha aggiunto, si vedrà chi abbia davvero rispettato il codice etico e chi invece lo abbia violato.
Una partita tutta da giocare
Lo scontro, dunque, è ben lontano dall’essersi spento. Da una parte un conduttore deciso a portare la questione davanti ai garanti, dall’altra una professionista che si dice pronta a difendersi e a controbattere punto per punto.
Quale che sia l’esito, la vicenda conferma quanto le tensioni dietro le quinte del servizio pubblico possano trasformarsi rapidamente in casi pubblici. Ora la parola passa al Comitato etico, chiamato a fare chiarezza su una vicenda destinata a tenere banco ancora a lungo.