Un forte terremoto di magnitudo 6.7 ha colpito il Giappone nelle prime ore del mattino di venerdì 12 dicembre 2025. La scossa, registrata alle 03:44 ora locale, ha avuto epicentro al largo della costa orientale di Honshu, nella zona indicata come Near east coast of eastern Honshu, Japan (Sea of Japan). La profondità rilevata dai primi rapporti è di circa 33 chilometri.
Si tratta di un evento sismico significativo, che rientra nella normale attività tettonica dell’Anello di Fuoco del Pacifico, una delle aree più sismiche del pianeta. Al momento non sono disponibili dati ufficiali sul numero di persone che hanno avvertito la scossa, né eventuali segnalazioni di danni o feriti.
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Dove è avvenuta la scossa
L’epicentro è stato localizzato in mare, a est dell’isola di Honshu, la più popolosa del Giappone e sede di numerose aree urbane ad alta densità. La profondità intermedia del sisma ha contribuito a rendere la scossa potenzialmente avvertibile anche a grandi distanze, ma al momento le autorità non hanno diffuso valutazioni definitive sul livello di percezione nelle città costiere.
I centri abitati più prossimi – come Sendai, Fukushima, Mito e la costa del Tōhoku – potrebbero aver percepito l’evento, ma si attendono conferme dall’Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA).
Rischio tsunami: cosa sappiamo
Per ora non è stato emesso alcun allarme tsunami. La JMA sta monitorando in tempo reale l’eventuale variazione del livello del mare, una procedura standard per tutte le scosse superiori a magnitudo 6.0 nell’area.
Anche il Pacific Tsunami Warning Center ha confermato che, in base ai primi dati, non risultano condizioni favorevoli alla formazione di onde anomale. Tuttavia, i controlli proseguiranno nelle ore successive.
L’attività sismica in Giappone
Il Giappone è uno dei Paesi più preparati al mondo nella gestione dei terremoti. Situato lungo tre placche tettoniche – la placca pacifica, la placca euroasiatica e la placca filippina – registra migliaia di scosse ogni anno. Molte di queste sono deboli o moderate, ma episodi come quello di oggi ricordano la presenza costante del rischio sismico.
Il sisma di magnitudo 6.7 rientra nella fascia considerata “forte”, in grado di provocare tremori intensi e potenziali danni nelle aree prossime all’epicentro, soprattutto in edifici non progettati secondo criteri antisismici. Il Giappone, da questo punto di vista, dispone di norme edilizie molto rigide.
Prime verifiche e monitoraggio in corso
In queste ore le autorità giapponesi stanno raccogliendo dati da reti sismiche, amministrazioni locali e cittadini per valutare la reale entità della scossa. Le infrastrutture principali – tra cui ferrovie ad alta velocità Shinkansen e centrali energetiche – vengono ispezionate come da protocollo.
È possibile che nelle prossime ore si registrino repliche (aftershocks), un fenomeno atteso dopo un sisma di questa intensità.
Seguiranno aggiornamenti non appena verranno diffusi nuovi dati dalle agenzie sismologiche internazionali e dalla JMA.