domenica, Gennaio 11

“Se ne è andato anche lui”, lutto nel cinema italiano

Il mondo del cinema italiano è in lutto. La notizia della scomparsa di Filippo Ascione, sceneggiatore, regista e produttore, ha colpito profondamente non solo gli addetti ai lavori, ma anche il pubblico che ha amato i film che portano la sua firma. A 71 anni, Ascione ha lasciato un’eredità che va ben oltre le pellicole, un patrimonio di emozioni e storie che ha saputo raccontare con maestria. La sua morte, avvenuta in un momento in cui il cinema italiano sta cercando di riprendersi da anni di crisi, rappresenta una perdita incolmabile.

Ascione è nato il 15 ottobre 1954 a Cariati, un piccolo comune in provincia di Cosenza. La sua carriera si è snodata attraverso decenni di collaborazioni con alcuni dei più grandi nomi del cinema, da Federico Fellini a Carlo Verdone, da Sergio Rubini a Christian De Sica. La sua figura, pur rimanendo spesso nell’ombra, è stata cruciale per la realizzazione di opere che hanno segnato la storia del nostro cinema. La sua scomparsa ha generato un’ondata di ricordi e tributi sui social, dove colleghi e fan hanno condiviso aneddoti e parole di stima, sottolineando il suo impatto profondo e duraturo.

Filippo Ascione ha iniziato la sua carriera come assistente alla regia di Fellini negli anni Ottanta, un periodo d’oro per il cinema italiano. La sua esperienza al fianco di uno dei più grandi maestri della settima arte ha influenzato profondamente il suo approccio alla narrazione. La collaborazione con Fellini, in particolare nel film “Ginger e Fred”, ha rappresentato un momento cruciale, non solo per la sua carriera, ma anche per la sua crescita artistica. “Ginger e Fred” è un’opera che esplora il mondo dello spettacolo con uno sguardo critico e malinconico, e Ascione ha contribuito a dare vita a quella visione con la sua sensibilità unica.

Nel corso della sua carriera, Ascione ha sceneggiato film che sono diventati parte integrante della memoria collettiva italiana. Titoli come “La stazione”, che gli è valso il Premio David di Donatello per la migliore sceneggiatura, e “Al lupo al lupo”, premiato con il Nastro d’Argento per il miglior soggetto originale, sono solo alcune delle opere che portano il suo segno distintivo. Ogni film è un tassello di un mosaico complesso, che racconta storie di vita, di fragilità e di relazioni umane, sempre con un tocco di autenticità e profondità.

Ascione non era solo un abile sceneggiatore, ma anche un produttore di talento. Negli anni Novanta, ha ricoperto un ruolo di spicco all’interno della Penta Film, una società di produzione che ha contribuito a ridefinire il panorama cinematografico italiano. In un periodo in cui il cinema cercava nuove strade, Ascione ha dimostrato di avere una visione chiara e innovativa, capace di unire creatività e mercato. La sua capacità di navigare tra le esigenze commerciali e l’autorialità ha fatto di lui una figura rispettata e ammirata nel settore.

La reazione alla sua scomparsa è stata immediata e toccante. Il Comune di Cariati ha espresso il proprio cordoglio, sottolineando l’importanza di Ascione non solo come professionista, ma anche come simbolo di una comunità che ha sempre mantenuto un legame profondo con le proprie radici. Il sindaco Cataldo Minò ha descritto Ascione come un “figlio illustre” della città, un uomo di cultura che ha saputo portare il proprio talento oltre i confini locali, senza mai dimenticare le sue origini. Le sue parole risuonano come un eco di affetto e riconoscenza, un tributo a un uomo che ha saputo incarnare il sogno di molti giovani artisti.

Il lutto per la scomparsa di Filippo Ascione non appartiene solo al mondo del cinema, ma si estende a una comunità intera che lo ha visto crescere e affermarsi. La sua vita e la sua carriera rappresentano un esempio di passione e dedizione, un faro di ispirazione per chiunque aspiri a raccontare storie attraverso l’arte. La sua capacità di costruire legami autentici, sia dentro che fuori dal set, ha lasciato un’impronta indelebile nelle vite di coloro che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui.

Il cinema italiano, in questo momento di grande cambiamento e sfide, perde una voce fondamentale. La sua eredità, tuttavia, vive attraverso le opere che ha creato e le storie che ha raccontato. Ogni film è un pezzo della sua anima, un riflesso della sua visione del mondo. La sua scomparsa invita a riflettere su quanto sia fragile e preziosa la vita, e su come ogni artista, nel suo piccolo, possa lasciare un segno nel cuore delle persone.

Filippo Ascione ha saputo raccontare l’umanità in tutte le sue sfaccettature, dalle gioie alle sofferenze, dalle speranze alle delusioni. Ha dato voce a personaggi che, pur nella loro vulnerabilità, hanno saputo toccare le corde più profonde dell’animo umano. La sua capacità di esplorare la complessità delle relazioni e delle emozioni ha reso i suoi lavori non solo opere cinematografiche, ma vere e proprie esperienze di vita.

In un’epoca in cui il cinema è spesso dominato da logiche commerciali e produzioni standardizzate, la figura di Ascione emerge come un faro di autenticità. La sua dedizione all’arte e la sua ricerca di storie significative rappresentano un richiamo a tornare all’essenza del racconto, a esplorare la profondità dell’esperienza umana. La sua scomparsa ci ricorda che il cinema è, prima di tutto, un mezzo per connettersi con gli altri, per condividere emozioni e riflessioni.

La sua eredità non si limita ai film che ha creato, ma si estende a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Le sue parole, i suoi gesti, la sua passione per il cinema rimarranno impressi nella memoria di chi lo ha incontrato. La comunità di Cariati, il mondo del cinema e il pubblico italiano intero piangono la perdita di un uomo che ha saputo dare tanto, e che continuerà a vivere attraverso le sue opere.

Filippo Ascione ci ha lasciato, ma il suo spirito continua a ispirare. La sua vita è un invito a guardare oltre le apparenze, a cercare la bellezza anche nei momenti più difficili. La sua storia è quella di un uomo che ha saputo trasformare la sua passione in arte, e che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di chi ama il cinema. In questo momento di lutto, ci resta il compito di onorare la sua memoria, continuando a raccontare storie che parlano di noi, della nostra umanità e delle nostre fragilità.

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