sabato, Febbraio 21

Sesto oro, è il re dei Giochi olimpici

Nel cuore delle Dolomiti, a Tesero, in Val di Fiemme, il 50 km a tecnica classica ha visto trionfare ancora una volta Johannes Høsflot Klæbo.

Con la sua decima medaglia d’oro olimpica, il fenomeno norvegese non solo ha conquistato il podio, ma ha anche riscritto le pagine della storia dello sport invernale. A soli 29 anni, Klæbo si è posizionato come il secondo atleta più titolato di sempre alle Olimpiadi, superato solo dal leggendario nuotatore Michael Phelps. Questo trionfo, che chiude il programma maschile delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, non è solo un numero, ma un simbolo di dominio e determinazione.

La gara, che si è svolta in un’atmosfera carica di emozione, ha visto un gruppo di atleti mantenere un ritmo serrato fino agli ultimi mille metri. In quel momento cruciale, Klæbo ha dato prova della sua straordinaria abilità, attuando il suo famoso “Passo Klæbo”, una sequenza di alternati che ha lasciato gli avversari a bocca aperta. Il primo a cedere è stato il compagno di squadra Nyenget, costretto a ritirarsi di fronte all’accelerazione devastante del leader norvegese. Sul traguardo del Tesero Cross-Country Skiing Stadium, Klæbo ha alzato le braccia al cielo, celebrando un’altra impresa destinata a entrare negli annali dello sport olimpico.

Un Dominio Incontrastato

Il podio finale ha visto un altro norvegese, Iversen, completare la festa scandinava, a testimonianza di un dominio che sembra inarrestabile. La nazionale norvegese di sci di fondo continua a dettare legge, lasciando il resto del mondo a rincorrere. Klæbo, con il suo undicesimo oro olimpico, ha dimostrato di essere non solo un atleta, ma un vero e proprio simbolo di eccellenza sportiva. I numeri parlano chiaro: sei medaglie d’oro su sei gare disputate a Milano Cortina 2026, un en plein che consacra definitivamente Klæbo come il più grande fondista della sua generazione.

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