Adriano Panatta non usa mezze parole nel commentare la vittoria di Jannik Sinner contro Carlos Alcaraz al Six Kings Slam di Riad. Ospite alla Domenica Sportiva, l’ex campione italiano ha espresso un giudizio netto: «Non voglio fare il bastian contrario, ma queste esibizioni hanno un valore limitato, sia tecnicamente che emotivamente, perché io non ho mai visto Sinner sorridere così tante volte durante un match».
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Le sue parole arrivano dopo un match spettacolare ma dal peso relativo. Per Panatta, queste sfide servono più a intrattenere che a misurare la reale forza dei giocatori. «Io ne ho fatte di esibizioni così quando giocavo, parliamo dell’altro secolo, e so quanto poco valgono. Sinner comunque ha fatto un ottimo match, ha servito e giocato molto bene, molto meglio di Alcaraz».
Il servizio di Sinner e la crescita tecnica
Panatta ha riconosciuto i passi avanti del giovane campione, soprattutto al servizio. «Si vede che ci ha lavorato tanto e ha fatto molti progressi», ha spiegato, «ma, ripeto, questi match non hanno valore. È un buon segno vedere Jannik così sereno e in ottima salute. L’ho visto molto solido ed è vero che contro di lui sembra una partita a ping-pong, è spaventoso quando gioca così».
L’ex numero uno italiano ha poi aggiunto un confronto che dice tutto: «Io non sarei mai stato capace di giocare come lui. Jannik è un campione solido, ha una solidità che non ho mai visto in nessuno negli ultimi vent’anni».
“Vediamo alle Finals chi è davvero il più forte”
Infine, Panatta guarda avanti e lancia una sfida ideale: «Ora voglio vedere le sfide vere, quelle con Alcaraz a Parigi-Bercy e soprattutto alle Finals di Torino. Lì si vedrà chi è davvero il più forte».
Un pensiero anche per gli altri azzurri: «Musetti alle Finals? È vicinissimo e sarebbe storico avere due italiani in campo, senza contare Paolini: il movimento tennistico italiano oggi è di gran lunga il migliore al mondo».

