mercoledì, Maggio 20

“Sono italiana e femminista”: la sorella di Salim El Koudri rompe il silenzio dopo l’attacco di Modena

L’avvocato della famiglia, Fausto Gianelli, sostiene che molti di questi episodi sarebbero compatibili con un disagio psichiatrico già molto profondo.

Il percorso nel centro di salute mentale

Secondo quanto emerso, Salim El Koudri era seguito dal Centro di Salute Mentale di Castelfranco Emilia già dal 2019. Ai medici avrebbe raccontato di soffrire di ansia, insonnia, tachicardia e di percepire voci durante la notte.

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Gli specialisti gli avrebbero diagnosticato un disturbo schizoide della personalità associato a un episodio psicotico transitorio, prescrivendo una terapia farmacologica e un percorso di supporto clinico.

Negli anni il giovane avrebbe effettuato numerosi accessi presso la struttura sanitaria, senza però mai manifestare atteggiamenti aggressivi verso altre persone.

Il percorso terapeutico si sarebbe interrotto nel febbraio del 2024, quando El Koudri avrebbe smesso di presentarsi agli appuntamenti.

Il silenzio davanti ai magistrati

Nel frattempo proseguono le indagini della Procura di Modena per chiarire le motivazioni dietro l’attacco. Davanti al gip, Salim El Koudri avrebbe scelto quasi completamente il silenzio, limitandosi a consegnare i codici di sblocco del proprio telefono cellulare.

La difesa ha chiesto approfondimenti psichiatrici prima di ulteriori interrogatori, mentre gli investigatori continuano ad analizzare il materiale informatico sequestrato. Al momento gli inquirenti escludono collegamenti concreti con ambienti terroristici o radicali.

La vicenda continua intanto a dividere l’opinione pubblica italiana tra il tema della salute mentale, quello dell’integrazione e il dramma umano vissuto dalle vittime e dalla stessa famiglia dell’uomo arrestato.

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