sabato, Luglio 4

Garlasco, al via l’incidente probatorio: Stasi in aula. Dna, impronte e tracce, cosa può cambiare per Sempio

È iniziato oggi, nel Palazzo di giustizia di Pavia, l’incidente probatorio sul delitto di Garlasco. Un passaggio cruciale che potrebbe incidere in modo significativo sull’inchiesta riaperta a carico di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007.

In aula è presente anche Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere come unico responsabile del delitto. La sua partecipazione è stata confermata dal legale Antonio De Rensis, che ha spiegato come Stasi abbia voluto assistere personalmente all’udienza, pur non potendo rilasciare dichiarazioni pubbliche in quanto in regime di semilibertà.

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Il ruolo dell’incidente probatorio

L’incidente probatorio rappresenta una fase delicatissima dell’indagine. Le perizie che verranno discusse e cristallizzate in questa sede potranno essere utilizzate nel processo, senza possibilità di ulteriori contestazioni sulla loro validità scientifica.

La giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli ha il compito di stabilire tempi e modalità del confronto tra periti e consulenti delle parti. Il suo ruolo non è valutativo, ma di garanzia: raccogliere gli elementi tecnici che entreranno a far parte del fascicolo in modo definitivo.

Impronte e tracce: cosa è emerso finora

Uno dei due grandi filoni dell’incidente probatorio riguarda l’analisi delle impronte e delle tracce repertate nella villetta di via Pascoli e sugli oggetti sequestrati il giorno dell’omicidio.

Gli approfondimenti dattiloscopici affidati ai periti Domenico Marchegiani e Giovanni Di Censo non hanno individuato la presenza di Andrea Sempio sulla scena del delitto. Nessuna delle circa sessanta impronte analizzate è stata attribuita all’indagato.

Per quanto riguarda il materiale rinvenuto nella spazzatura della casa, conservato dal 13 agosto 2007, l’unica traccia genetica maschile diversa da quella della vittima è il Dna di Alberto Stasi, individuato sulla cannuccia di una confezione di Estathé. Un dato già noto, che necessita però di essere contestualizzato rispetto alla frequentazione della casa da parte dell’allora fidanzato.

Il nodo centrale: il Dna sotto le unghie di Chiara Poggi

Il vero punto di frizione tra accusa e difese riguarda il materiale genetico rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi. La perizia firmata da Denise Albani, depositata il 3 dicembre, ha fornito risultati che hanno aperto a interpretazioni differenti.

Secondo la Procura di Pavia e la difesa di Alberto Stasi, la compatibilità tra quel Dna e il profilo genetico di Andrea Sempio collocherebbe quest’ultimo sulla scena del delitto.

Di segno opposto la lettura dei consulenti della difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti. Gli esperti sottolineano come la stessa perizia Albani evidenzi l’impossibilità di datare la traccia e di stabilire se essa si trovasse sopra o sotto le unghie della vittima.

Contatto diretto o trasferimento mediato

Secondo la difesa, il Dna potrebbe essere frutto di un trasferimento mediato e non di un contatto diretto con Chiara Poggi nel momento dell’aggressione. Andrea Sempio frequentava abitualmente la casa in quanto amico di Marco Poggi, fratello della vittima.

Gli avvocati hanno elencato una serie di oggetti che l’indagato avrebbe potuto maneggiare nel tempo: la tastiera del computer, il telecomando del televisore, l’asciugamano del bagno, utensili presenti in cucina. Elementi che, secondo questa tesi, renderebbero plausibile un trasferimento involontario del materiale genetico.

I dubbi sull’attendibilità scientifica

Altro aspetto centrale è quello dell’affidabilità scientifica della traccia. La difesa di Sempio richiama i protocolli internazionali, sottolineando come un dato non replicabile e non consolidato non possa assumere valore probatorio.

Una posizione condivisa anche dal genetista Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, che era presente nel 2014 a Genova quando il perito Francesco De Stefano stabilì l’impossibilità di attribuire con certezza quel Dna maschile degradato, escludendo anche Alberto Stasi.

Secondo questa impostazione, la giurisprudenza della Corte di Cassazione è chiara: una comparazione che non raggiunge un risultato scientificamente certo non può essere utilizzata come prova.

Cosa succederà dopo l’incidente probatorio

Una volta concluso l’incidente probatorio, le perizie verranno cristallizzate e non saranno più modificabili. Sarà uno snodo decisivo prima della possibile chiusura delle indagini da parte della Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone.

Solo successivamente verranno resi noti anche gli esiti delle consulenze affidate all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, chiamata a chiarire la dinamica dell’omicidio, e al Racis, incaricato di delineare il profilo dell’indagato.

Tutti questi elementi, insieme alla cosiddetta traccia 33 rinvenuta sulle scale, alle testimonianze raccolte e al movente ipotizzato in una presunta infatuazione per la vittima, potrebbero portare la Procura a chiedere il rinvio a giudizio per Andrea Sempio.