venerdì, Luglio 3

Tajani risponde a Putin: “In Europa nessun maialino“

Replica netta e senza mediazioni da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani alle parole di Vladimir Putin contro l’Unione europea. Da Bruxelles, a margine del prevertice del Partito Popolare Europeo, il titolare della Farnesina ha risposto duramente agli insulti pronunciati dal presidente russo nei confronti dei leader europei.

Putin, intervenendo pubblicamente nelle scorse ore, aveva definito i capi di Stato e di governo dell’Ue come “maiali che scodinzolano” dietro agli Stati Uniti dell’era Biden, accusandoli di aver contribuito allo scoppio della guerra in Ucraina. Un’espressione che ha suscitato immediate reazioni politiche a livello europeo.

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La risposta di Tajani da Bruxelles

«Nell’Unione europea non c’è nessun maialino che scodinzola, ma solo leader eletti democraticamente», ha dichiarato Tajani, respingendo al mittente le accuse del Cremlino. Il ministro ha definito quello utilizzato da Putin «un linguaggio un po’ da caserma», sottolineando la natura democratica delle istituzioni europee.

Secondo il capo della diplomazia italiana, i leader europei rappresentano la volontà popolare espressa attraverso libere elezioni. «I cosiddetti maialini sono leader eletti democraticamente dai popoli. L’Europa è un continente di democrazie», ha ribadito.

Il significato dell’insulto usato da Putin

Putin aveva utilizzato il termine russo “podsvinok”, un diminutivo che indica maialini di pochi mesi, tra i quattro e i dieci mesi di età. Un’espressione considerata particolarmente offensiva nel linguaggio politico russo, che ha amplificato la portata dello scontro verbale.

Tajani ha voluto chiarire che non esiste alcuna sudditanza politica: «Ogni leader viene eletto dai cittadini e bisogna rispettare la volontà popolare. La dobbiamo rispettare noi, ma la devono rispettare anche gli altri».

Il tema della sovranità democratica

Il ministro degli Esteri ha insistito sul concetto di autonomia decisionale dei governi europei. «Non ci sono maialini – ha aggiunto – ci sono soltanto leader eletti. Si può essere più o meno d’accordo sulle posizioni politiche, ma non c’è nessuno che scodinzola o corre dietro a qualcuno».

Una presa di posizione che si inserisce nel quadro delle tensioni diplomatiche sempre più forti tra Mosca e le capitali europee, aggravate dal conflitto in Ucraina e dalle continue accuse reciproche.

Le nuove minacce di Mosca

Nello stesso intervento, Vladimir Putin è tornato a lanciare avvertimenti diretti a Kiev e ai suoi alleati occidentali. Il presidente russo ha affermato che, in assenza di negoziati concreti per una pace, la Russia continuerà a perseguire i propri obiettivi territoriali con mezzi militari.

Una dichiarazione che conferma il clima di forte contrapposizione tra il Cremlino e l’Occidente, mentre l’Unione europea ribadisce il sostegno all’Ucraina e la difesa dei principi democratici e della sovranità degli Stati.