lunedì, Settembre 7

Meteo inverno 2026-2027, la tendenza di Giuliacci: prima parte asciutta, poi possibile svolta fredda tra gennaio e febbraio

Un inverno che potrebbe iniziare in sordina per poi cambiare improvvisamente passo, mostrando il proprio volto più rigido quando la stagione entrerà nel vivo. Sono queste le prime indicazioni relative all’inverno 2026-2027, che delineano uno scenario tutt’altro che uniforme.

A tracciare il quadro è il colonnello Mario Giuliacci, che parte da un’anomalia osservata a livello globale e destinata, secondo gli esperti, ad avere possibili conseguenze anche sull’Italia.

Il super El Niño sotto osservazione

L’attenzione è concentrata innanzitutto sul Pacifico tropicale e sulla forza raggiunta dal fenomeno di El Niño. «È un El Niño fortissimo, mai registrato: 2-3 gradi in più», spiega il meteorologo.

Una situazione descritta come eccezionale, che potrebbe rendere meno utili i precedenti storici normalmente impiegati per valutare le ricadute sull’Europa e sul nostro Paese.

Perché questa volta potrebbe essere diverso

Giuliacci ricorda che, fino a oggi, il fenomeno non ha mostrato una relazione particolarmente marcata con gli inverni italiani.

«Fino adesso, esaminando gli ultimi 50 anni di El Niño, quindi una ventina di casi, avevamo trovato che l’influenza del fenomeno sull’Italia era, direi, scarsa o assente», osserva. È l’intensità anomala registrata questa volta a spingere gli esperti a considerare uno scenario differente.

Gli altri due fattori nell’analisi

Il fenomeno del Pacifico non è però l’unico elemento preso in esame. Nell’analisi entrano anche il Tripolo Atlantico e la QBO, ovvero la Quasi-Biennial Oscillation, legata all’andamento dei venti nella stratosfera equatoriale.

È dalla combinazione di questi tre segnali che emerge la tendenza più interessante: un inverno sostanzialmente diviso in due fasi.

La prima parte: poca pioggia e poca neve

Il primo blocco della stagione potrebbe risultare particolarmente avaro di precipitazioni. «Prima parte dell’inverno: novembre e dicembre senza pioggia e con poche nevicate», afferma il colonnello.

I due mesi finali del 2026 si preannunciano quindi relativamente asciutti, con poche occasioni favorevoli alle nevicate. Un quadro destinato però a modificarsi con l’arrivo del nuovo anno.

Il cambio di scenario nel 2027

È tra gennaio e febbraio 2027 che potrebbe verificarsi la svolta più significativa. «Gennaio e febbraio saranno molto dinamici», sostiene Giuliacci.

Una maggiore vivacità atmosferica potrebbe aprire la strada a incursioni fredde: «Probabilmente avremo un’ondata d’aria fredda», spiega, senza escludere «nevicate significative».

Perché è presto per parlare di città e regioni

C’è però una precisazione che lo stesso meteorologo tiene a sottolineare con chiarezza. Le indicazioni stagionali descrivono una tendenza generale e non consentono di individuare con mesi di anticipo traiettorie e accumuli.

Giuliacci lo chiarisce con una battuta esplicita: «Non mi chiedete adesso se nevicherà sui rilievi lucani, campani, o nel vostro giardino».

Saranno dunque gli aggiornamenti dei prossimi mesi, con l’avanzare dell’autunno, a stabilire se la possibile svolta fredda di gennaio e febbraio troverà effettiva conferma. Come sempre accade con le proiezioni a lungo termine, si tratta di scenari probabilistici soggetti a revisione.