lunedì, Agosto 10

Terremoto ai Campi Flegrei, scossa di magnitudo 3.0 nella notte a Pozzuoli: avvertita anche a Napoli

La terra torna a tremare ai Campi Flegrei. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 è stata registrata nella notte di lunedì 10 agosto, alle 2.27, dall’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv. L’epicentro è stato individuato nell’area di Pozzuoli, in prossimità del cimitero cittadino, a una profondità di circa 4 chilometri. Molti residenti sono stati svegliati dal movimento del terreno, avvertito anche in diversi quartieri di Napoli.

Si tratta di un evento di entità contenuta, ma nettamente percepito a causa della ridotta profondità dell’ipocentro, la caratteristica che nell’area flegrea rende avvertibili anche scosse di magnitudo non elevata.

Dove è stata avvertita la scossa

Numerose segnalazioni sono arrivate da Pozzuoli, comprese le zone di Licola e Monterusciello, e dai comuni vicini di Bacoli e Quarto. Diversi residenti riferiscono di aver avvertito un breve boato seguito da una vibrazione netta ma di pochi istanti, un fenomeno tipico dei terremoti superficiali. Il sisma è stato percepito anche in vari quartieri del capoluogo campano, alimentando il consueto tam tam sui social nelle ore successive.

Al momento non risultano danni a persone o cose collegati a questa specifica scossa.

Il bradisismo e lo sciame sismico in corso

L’evento si inserisce nella fase di intensa attività sismica che interessa da tempo i Campi Flegrei, legata al fenomeno del bradisismo, il lento e progressivo sollevamento del suolo di origine vulcanica che caratterizza la caldera flegrea. L’area è tra le più sorvegliate al mondo, monitorata costantemente dagli strumenti dell’Ingv che ne rilevano sia i movimenti del suolo sia l’evoluzione della sismicità.

Va precisato che, in questo contesto, le scosse di bassa e media magnitudo rientrano nella dinamica nota del fenomeno. Ciò non attenua però il disagio della popolazione, che convive ormai da mesi con eventi ricorrenti e con la tensione che ogni nuova scossa porta con sé.

Il precedente del 31 luglio: la scossa di magnitudo 4.7

La nuova scossa arriva a pochi giorni da un evento ben più forte. Il 31 luglio l’area era stata colpita da un terremoto di magnitudo 4.7, il più energetico degli ultimi quarant’anni nei Campi Flegrei, avvertito in tutta Napoli, a Ischia e nella penisola sorrentina.

Quell’evento aveva provocato conseguenze concrete sul territorio: alcuni edifici e attività commerciali dichiarati inagibili, l’inagibilità del molo del porto di Pozzuoli, decine di feriti e uno sciame sismico che aveva fatto registrare numerose repliche. Da allora l’area è al centro di un imponente lavoro di verifica e assistenza.

Oltre duemila persone ancora fuori casa

Il dato che più fotografa la situazione attuale riguarda gli sfollati. A Pozzuoli, in seguito ai danni provocati dal sisma del 31 luglio, il Comune ha adottato oltre cento ordinanze di sgombero che interessano più di 800 nuclei familiari, per un totale di oltre 2.100 persone allontanate dalle proprie abitazioni.

La gran parte ha trovato una sistemazione autonoma, mentre alcune decine di persone sono ospitate in strutture alberghiere o in strutture allestite dal Comune, come il Palatrincone. Dall’inizio dell’emergenza, inoltre, i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 1.200 interventi tra verifiche tecniche sugli edifici e assistenza alla popolazione, con squadre specializzate ancora al lavoro per valutare la sicurezza delle strutture.

Cosa fare in caso di scossa

In un’area ad alta sismicità come quella flegrea, le raccomandazioni della Protezione civile restano un riferimento importante. Durante una scossa è consigliabile ripararsi sotto un tavolo robusto o in prossimità di muri portanti, tenendosi lontani da finestre, mobili pesanti e oggetti che possono cadere, ed evitare l’uso degli ascensori. Terminata la scossa, è opportuno raggiungere spazi aperti lontani da edifici e cornicioni e prestare attenzione agli aggiornamenti dei canali ufficiali del Comune, dell’Ingv e della Protezione civile.

Il monitoraggio dell’area prosegue senza sosta attraverso i bollettini e le rilevazioni dell’Osservatorio Vesuviano, che continua a seguire l’evoluzione sia del sollevamento del suolo sia della sequenza sismica in atto.