sabato, Luglio 18

Terremoto al largo di Creta: seconda forte scossa in pochi giorni, cresce la paura nel Mediterraneo

Cresce la paura nel Mediterraneo

Una nuova scossa scuote il Mediterraneo orientale

Nel primo pomeriggio del 3 giugno, una forte scossa di terremoto ha colpito il mare al largo dell’isola di Creta. Erano le 14:26 ora locale (le 13:26 in Italia) quando un sisma di magnitudo 5.2 ha fatto tremare la zona sudorientale dell’isola greca, a circa 85 km da Iraklio e 14 km dall’isolotto di Chrysi, nei pressi del comune di Ierapetra.

Il terremoto, avvenuto a una profondità di 9 km, è stato chiaramente avvertito in numerosi centri abitati. Nonostante non si siano registrati crolli o feriti, la paura è tornata a diffondersi tra la popolazione, già scossa da un evento simile avvenuto meno di due settimane fa.

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Una regione sotto stress tettonico: cosa sta succedendo

Il sisma segue un altro evento sismico importante verificatosi il 22 maggio, quando una scossa di magnitudo 6.0 aveva interessato la parte settentrionale dell’isola. Il ripetersi di scosse in così breve tempo ha portato alla luce la fragilità del territorio e la costante minaccia rappresentata dalle faglie che attraversano il Mediterraneo orientale. Gli esperti non nascondono la preoccupazione. Efthymios Lekkas, presidente dell’Organizzazione per la Pianificazione e la Protezione Antisismica, ha dichiarato che è ancora troppo presto per stabilire se la scossa di oggi possa essere considerata la principale o solo una delle tante in un processo sismico in evoluzione.

Secondo Lekkas, il sisma potrebbe essersi originato da una faglia parallela alla costa, situata a sud di Ierapetra. La zona è considerata ad alta sismicità, con movimenti tettonici causati dalla subduzione della placca africana sotto quella eurasiatica. Questo lento ma inesorabile movimento – circa 10 mm all’anno – genera energia che può essere rilasciata in qualunque momento, spesso con eventi ravvicinati nel tempo.

Allerta e misure di prevenzione: cosa fare in caso di scosse

Le autorità greche, pur invitando la popolazione alla calma, hanno rafforzato i protocolli di monitoraggio e prevenzione. La Protezione Civile ha diffuso indicazioni su come comportarsi in caso di nuove scosse e ha predisposto aree di raccolta sicure nei comuni più esposti. Le scuole e le strutture pubbliche sono state ispezionate per verificare eventuali danni strutturali. Anche se al momento non si segnalano situazioni critiche, il timore diffuso è che la sequenza sismica non sia finita.

Gli esperti consigliano di tenere pronto un kit di emergenza, evitare l’uso degli ascensori durante le scosse e mantenersi aggiornati solo tramite fonti ufficiali. Le autorità locali hanno attivato un numero d’emergenza per raccogliere segnalazioni e coordinare eventuali interventi futuri.

Paura anche a Rodi: morta una ragazza per un attacco di panico

La nuova scossa arriva a poche ore da un altro evento sismico, ben più violento, che ha interessato il tratto di mare tra Rodi e la costa sud-occidentale della Turchia. In quel caso, la paura si è trasformata in tragedia: circa 70 persone sono rimaste ferite nel panico generale, e una ragazza di 14 anni ha perso la vita a causa di un attacco di panico. Una tragedia che sottolinea quanto la paura possa essere letale tanto quanto il sisma stesso.

La situazione nel bacino del Dodecaneso è dunque delicatissima. Le autorità greche e turche sono in contatto per coordinare eventuali interventi futuri, mentre i centri di monitoraggio sismico europei osservano con attenzione i dati sismografici, alla ricerca di segnali che possano prevedere nuove scosse.