lunedì, Giugno 1

Terrorismo a Milano: fermato 21enne della Brianza. “Pronto a colpire come a Modena”

Un attentato sventato in extremis. Il 1° giugno 2026 la Procura di Milano ha ordinato il fermo di un ragazzo di ventuno anni, nato in Italia da genitori di origine marocchina e residente in Brianza, con la gravissima accusa di terrorismo internazionale. L’operazione, coordinata dal pubblico ministero Alessandro Gobbis e dal procuratore capo Marcello Viola, è scattata per neutralizzare una minaccia ritenuta imminente e concreta. Quarantotto ore prima del fermo, il giovane aveva pubblicato sui social messaggi inequivocabili: “Pronto a colpire come a Modena.”

La radicalizzazione online: propaganda Isis e incitamenti al martirio

Le indagini dell’antiterrorismo avevano da tempo messo il giovane nel mirino per la sua intensa attività digitale. Il ventunenne utilizzava i propri profili sulle principali piattaforme social per diffondere materiale di propaganda riconducibile allo Stato Islamico, esaltare gli attentati compiuti dall’Isis contro i cristiani e il mondo occidentale, e rivolgere ai propri contatti continui incitamenti al martirio.

L’attenzione degli investigatori si era focalizzata in modo particolare su alcuni post recenti in cui appariva un esplicito riferimento all’attentato di Modena del 15 maggio, assunto come modello e fonte di ispirazione. Quell’evento veniva citato non come un tragico fatto di cronaca, ma come un esempio da emulare. Un segnale che, nel linguaggio dell’antiterrorismo, non lascia spazio a interpretazioni.

Le frasi che hanno fatto scattare il blitz: “Pronto a colpire”

La situazione è precipitata nelle ultime quarantotto ore prima del fermo. Il giovane aveva pubblicato una serie di messaggi che esprimevano in modo inequivocabile la volontà di passare all’azione in tempi brevissimi. Frasi del tipo “pronto per colpire come a Modena” hanno convinto la magistratura che non ci fosse più tempo per attendere ulteriori riscontri. Il rischio per la sicurezza pubblica era concreto e immediato.

La Procura di Milano ha quindi deciso di intervenire senza indugi, autorizzando il fermo prima che il giovane potesse mettere in atto i suoi piani. L’operazione è stata eseguita dalle forze dell’ordine in modo tempestivo e senza che si registrassero incidenti.

Il biglietto per il Marocco: il piano di fuga che ha accelerato tutto

A rendere ancora più urgente il blitz è stato un elemento scoperto nel corso delle attività di sorveglianza: il ventunenne aveva già acquistato un biglietto aereo per il 9 giugno con destinazione Marocco. Un dettaglio che ha fatto scattare il rischio di fuga e spinto la Procura ad accelerare ulteriormente i tempi.

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