mercoledì, Febbraio 4

Vannacci, cosa dicono i sondaggi: i primi dati agitano il centrodestra

Nel frattempo, la reazione della Lega oscilla tra minimizzazione e nervosismo. Minimizzare serve a non riconoscere legittimità politica al nuovo soggetto. Ma l’ansia è comprensibile: se Futuro nazionale sottrae consensi proprio a quel segmento che la Lega ha storicamente rappresentato, l’effetto può essere devastante in termini di percezione e di forza negoziale dentro la coalizione.

Il vero tema: a chi conviene

La domanda più concreta è brutale: a chi conviene davvero? Nel breve periodo, l’operazione sembra nuocere soprattutto alla Lega, che vive già una fase di assestamento. Ma anche Fratelli d’Italia non può considerarsi al riparo: se una parte dell’elettorato più radicale giudica “troppo istituzionale” la destra di governo, potrebbe scegliere Vannacci come valvola di sfogo.

Per l’opposizione, invece, lo scenario è potenzialmente vantaggioso: un centrodestra che perde compattezza può diventare più vulnerabile, soprattutto se la competizione elettorale si gioca su margini stretti. Il paradosso è che un soggetto piccolo può diventare politicamente enorme: non per ciò che conquista, ma per ciò che sottrae.

Il fattore internazionale che pesa sul dibattito

C’è poi un livello meno immediato, ma più sensibile: il posizionamento internazionale. Quando un nuovo partito nasce enfatizzando la critica all’Unione europea e mettendo in discussione assetti e priorità geopolitiche, entra in un campo minato. Non si tratta solo di propaganda: certe posizioni possono diventare un problema per una coalizione di governo che, sulla politica estera, ha bisogno di tenere una linea coerente.

In questo senso, Futuro nazionale non è solo una scissione interna: è una variabile che rischia di contaminare il dibattito pubblico su Europa, alleanze e sicurezza. E anche se il partito dovesse restare piccolo, la sua pressione potrebbe spostare l’asse della discussione e costringere gli altri a inseguire, irrigidendo le posizioni.

Una crepa che non si chiude con una battuta

Il punto, alla fine, è semplice: la nascita di Futuro nazionale introduce un’incertezza. E in politica l’incertezza è già potere. Vannacci può anche non diventare il leader di una grande forza, ma può diventare l’elemento che complica i piani altrui: a Salvini, perché lo indebolisce sul suo terreno; a Meloni, perché le sottrae una parte di consenso a destra e rende più difficile tenere insieme la coalizione senza spostarsi ancora.

Per questo i primi sondaggi contano fino a un certo punto. La vera notizia è che la faglia è aperta. E quando una faglia si apre, non serve che diventi terremoto subito: basta che resti lì, pronta a muoversi al momento giusto.

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