È morto dopo tre settimane di ricovero il professor Antonio Reggio, 87 anni, ex insegnante del liceo classico di Vibo Valentia, aggredito nella propria abitazione nella notte tra il 18 e il 19 agosto.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, a provocare le ferite sarebbe stata la badante che lo assisteva. La donna, già arrestata con l’accusa di tentato omicidio aggravato, potrebbe ora rispondere di omicidio.
L’intervento della polizia

L’intervento delle forze dell’ordine era scattato intorno alle 2.50 del 19 agosto, dopo una richiesta di soccorso proveniente dall’abitazione dell’anziano.
All’ingresso nell’appartamento, gli agenti avevano trovato l’uomo privo di coscienza. Le condizioni erano apparse immediatamente gravissime e il personale sanitario lo aveva trasportato in codice rosso al pronto soccorso.
Tre settimane di ricovero
Gli accertamenti clinici avevano evidenziato un quadro estremamente compromesso, con lesioni multiple che avevano reso necessario il ricovero in condizioni critiche.
Nonostante le cure e le settimane trascorse in ospedale, l’87enne non è riuscito a superare le conseguenze di quanto avvenuto quella notte.
La ricostruzione degli inquirenti
Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe agito nella convinzione — riferita agli investigatori — che l’anziano avesse un corpo estraneo all’interno dell’addome e che fosse necessario intervenire per rimuoverlo.
Una spiegazione che, secondo l’accusa, l’avrebbe portata a mettere in atto un intervento rudimentale poi rivelatosi fatale. Si tratta della ricostruzione dell’accusa, che dovrà essere verificata nel corso del procedimento.
Il materiale sequestrato
Durante la perquisizione dell’abitazione gli investigatori avevano sequestrato diversi oggetti ritenuti compatibili con la ricostruzione dell’accaduto.
Materiale che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere stato predisposto in anticipo. Saranno gli ulteriori accertamenti a chiarire nel dettaglio dinamica e responsabilità.
Il quadro giudiziario ora cambia
La donna era stata fermata nelle ore successive al trasferimento dell’anziano in ospedale. Al momento dell’arresto l’ipotesi di reato era quella di tentato omicidio aggravato, ma il decesso modifica inevitabilmente l’impianto accusatorio.
L’accusa potrebbe ora essere riqualificata in omicidio. Contestualmente saranno valutati tutti gli elementi relativi alle condizioni psichiche e alla capacità di intendere e volere della donna al momento dei fatti: un aspetto che, in vicende di questo tipo, assume rilievo centrale.
Un incarico durato poche settimane
La badante aveva iniziato a lavorare nell’abitazione alla fine di giugno, sostituendo temporaneamente un’altra persona.
Secondo quanto riferito da Il Vibonese, il suo incarico sarebbe dovuto terminare proprio il 20 agosto, il giorno successivo all’aggressione. Un rapporto di assistenza durato quindi poche settimane.
Cosa succede adesso
La morte del professore apre una nuova fase dell’inchiesta. Toccherà alla magistratura stabilire con precisione cosa accadde quella notte nell’appartamento e come si arrivò a quella situazione.
La procura dovrà inoltre valutare il nuovo quadro accusatorio alla luce del decesso, insieme agli approfondimenti di natura medico-legale e psichiatrica necessari a definire il procedimento.