Zelensky ha respinto apertamente questa impostazione, affermando che nessun riconoscimento potrà essere imposto con la forza e che la sovranità territoriale resta un principio non negoziabile.
Ipotesi di congelamento del conflitto
Uno dei temi più delicati emersi ad Abu Dhabi riguarda l’eventuale congelamento delle ostilità. Kiev non esclude a priori una sospensione dei combattimenti, ma solo a condizioni precise. Per l’Ucraina, qualsiasi zona demilitarizzata dovrebbe essere controllata direttamente dalle autorità ucraine nella propria porzione di territorio.
Secondo Zelensky, accettare una pausa senza garanzie concrete significherebbe offrire a Mosca tempo e spazio per riorganizzarsi, mettendo a rischio la sicurezza futura del Paese.
Il messaggio agli alleati
Le dichiarazioni del presidente ucraino sono rivolte anche ai partner occidentali. Kiev intende chiarire che ogni compromesso dovrà rispettare i limiti fissati dalla difesa della sovranità nazionale e dalla tutela della popolazione civile.
Il confronto diplomatico resta aperto, ma il secondo giorno di colloqui conferma quanto il Donbass rappresenti il punto più critico e difficile da sciogliere. Le prossime sessioni saranno decisive per capire se esiste uno spazio reale per un’intesa o se il confronto resterà bloccato su posizioni inconciliabili.

















