India sotto shock: Boeing Air India precipita dopo il decollo, 242 vittime
Un’intera nazione in lutto e il mondo dell’aviazione col fiato sospeso. Un Boeing 787 della compagnia Air India, diretto a Londra, si è schiantato giovedì 12 giugno pochi minuti dopo il decollo dall’aeroporto internazionale di Ahmedabad, nell’India occidentale. A bordo c’erano 242 persone. Nessuna è sopravvissuta.
L’aereo è caduto su una zona residenziale, colpendo in pieno uno studentato e causando anche vittime tra la popolazione civile. I soccorsi parlano di uno “scenario apocalittico”, con edifici sventrati, incendi fuori controllo e corpi carbonizzati. Il commissario di polizia G.S. Malik ha dichiarato che “il numero delle vittime civili è in corso di accertamento”.
Il dubbio sul decollo: perché da metà pista?
A far discutere e preoccupare esperti e autorità è un particolare inquietante: il Boeing 787 avrebbe iniziato la rincorsa al decollo non dalla testata della pista, ma da un punto intermedio. I dati raccolti dai siti di monitoraggio del traffico aereo mostrano che il velivolo avrebbe percorso soltanto circa 1.900 metri di pista – una distanza sufficiente, ma estremamente limitata rispetto allo standard per un aereo di quelle dimensioni a pieno carico.
Il jet, poco dopo essersi staccato da terra, ha iniziato a perdere quota. I video pubblicati su X (ex Twitter) mostrano il velivolo volare bassissimo sopra i tetti delle abitazioni, senza riuscire a guadagnare altezza. Dopo circa cinque minuti, lo schianto.
Contatto perso a 625 piedi: l’ultimo mayday
Secondo quanto ricostruito dalle autorità aeronautiche indiane, il Boeing ha perso il contatto radio con la torre di controllo appena raggiunta un’altitudine di 625 piedi, circa 200 metri. Da lì, un ultimo segnale disperato: mayday. Poi il silenzio. L’aereo è precipitato in un’area urbana, incendiando parte degli edifici colpiti e scatenando il panico nella popolazione locale.
Le immagini trasmesse dalle televisioni indiane mostrano colonne di fumo nero, lamiere sparse ovunque e vigili del fuoco al lavoro per ore per domare le fiamme. “Siamo intervenuti immediatamente – ha detto uno dei soccorritori – ma non abbiamo trovato superstiti.”
Ipotesi al vaglio: errore umano, guasto o sabotaggio?
L’incidente è ora oggetto di un’indagine ad altissimo livello. Le scatole nere, già individuate tra i rottami, potrebbero fare luce sulle dinamiche esatte del disastro. Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi: errore umano, guasto tecnico, o persino un possibile sabotaggio, anche se quest’ultima pista è al momento la meno accreditata.
Particolare attenzione sarà dedicata alla decisione del decollo “ridotto”, ovvero da metà pista. Una procedura rara, che può essere adottata solo in precise condizioni di sicurezza. Le autorità vogliono capire chi ha autorizzato quella manovra e perché non sia stato usato tutto il tratto disponibile di asfalto.
Una tragedia che segna la storia recente dell’aviazione
Questo disastro rappresenta uno dei peggiori incidenti aerei degli ultimi anni. Air India aveva da poco rinnovato parte della flotta con Boeing Dreamliner, ritenuti tra i modelli più sicuri e tecnologicamente avanzati. Eppure, qualcosa è andato drammaticamente storto.
Le famiglie delle vittime sono state radunate in un centro di assistenza psicologica allestito nei pressi dell’aeroporto. “Voleva iniziare una nuova vita a Londra”, racconta in lacrime il padre di una studentessa a bordo. La compagnia ha espresso “profondo cordoglio” e si è detta pronta a collaborare pienamente con le autorità competenti.
Intanto, il ministro dei Trasporti indiano ha annunciato che l’intera flotta di Boeing 787 sarà sottoposta a verifiche straordinarie. Una giornata nera per l’India e per l’aviazione mondiale.