lunedì, Luglio 6

Trump pronto alla guerra contro l’Iran: “Controlliamo i cieli”. Khamenei risponde: “La battaglia ha inizio”

Trump Israele IranIl conflitto tra Israele e Iran ha raggiunto un nuovo, drammatico livello. Dopo giorni di missili, droni e raid aerei tra i due Paesi, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato pubblicamente che gli Stati Uniti sono pronti a intervenire. “Controlliamo i cieli sopra l’Iran”, ha scritto su Truth, facendo intendere che l’opzione di un attacco militare diretto è ormai sul tavolo. Il Leader Supremo iraniano Ali Khamenei ha risposto poco dopo, rompendo il silenzio con una frase secca e minacciosa: “La battaglia ha inizio”.

Il contesto: come siamo arrivati qui

Tutto è iniziato con un’escalation crescente tra Israele e l’Iran, innescata da una serie di operazioni mirate condotte dallo Stato ebraico contro obiettivi militari e nucleari iraniani. Tra i bersagli colpiti, scienziati, vertici militari e centri di arricchimento dell’uranio. L’ultimo a cadere è stato Ali Shadmani, nominato capo di Stato maggiore solo pochi giorni prima. Teheran ha reagito lanciando oltre 370 missili e centinaia di droni contro Israele, in quello che è stato definito il più violento attacco missilistico della sua storia recente.

Evacuazioni a Teheran, missili su Tel Aviv

 

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Nella notte, le sirene sono tornate a suonare in Tel Aviv, Gerusalemme e nel Golan. L’esercito israeliano (IDF) ha comunicato che si è trattato del nono attacco iraniano della giornata. Quindici missili sono caduti sul territorio israeliano, alcuni nell’area di Gerusalemme. Israele ha reagito ordinando l’evacuazione immediata di un distretto di Teheran, segnale chiaro che un nuovo raid era imminente.

Trump valuta l’intervento militare diretto

Secondo fonti interne riportate da Axios e New York Times, Trump ha convocato il suo team per la sicurezza nazionale nella Situation Room della Casa Bianca. Sul tavolo c’è l’ipotesi di un attacco diretto agli impianti nucleari iraniani, in particolare al sito di Fordow, uno degli stabilimenti più protetti del programma atomico iraniano. Per colpirlo, gli USA avrebbero pronto il Massive Ordnance Penetrator, una bomba da quasi 14 tonnellate che solo un bombardiere B-2 può trasportare e sganciare.

Khamenei: “Non ci ucciderete, ma ora iniziamo la guerra”

Sappiamo dove si nasconde il cosiddetto Leader Supremo”, ha scritto Trump su Truth, “ma non lo elimineremo. Almeno non per ora”. Parole forti, che hanno scatenato reazioni in Iran. Khamenei ha risposto con un messaggio altrettanto netto: “La Repubblica islamica trionferà sul regime sionista. La battaglia ha inizio”.

Il rischio nucleare: l’allarme della Russia

Il ministero degli Esteri russo ha parlato di “rischio olocausto nucleare” e ha condannato gli attacchi israeliani alle strutture del programma nucleare iraniano. La tensione è massima. Anche la Germania, tramite il cancelliere Merz, ha affermato che “Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi”. Ma ha anche avvertito: “Se Teheran non torna al tavolo dei negoziati, ci sarà la distruzione del programma nucleare. Israele da solo non può riuscirci”.

Gli Stati Uniti pronti a tutto, ma il Congresso si divide

Al Pentagono c’è dibattito. Una risoluzione bipartisan al Congresso chiede di vietare ogni attacco militare non autorizzato contro l’Iran. La base elettorale trumpiana (MAGA) è in rivolta: Tucker Carlson, ora podcaster influente, ha definito l’intervento una follia. Anche al G7, Macron ha espresso preoccupazione per un possibile cambio di regime in Iran, che porterebbe “al caos”.

Verso un nuovo conflitto globale?

Secondo gli esperti militari, gli USA stanno già rafforzando la presenza nell’area con nuovi caccia e la portaerei USS Nimitz. Ma resta il dubbio: questa è la guerra di Israele o sta diventando la guerra dell’America? Se Trump decidesse di agire, sarebbe il più grave intervento diretto degli USA in Medio Oriente dal 2003. E il mondo, già instabile, potrebbe precipitare verso un conflitto globale senza precedenti.