Uno scontro accesissimo in diretta televisiva ha infiammato la serata su Rete 4, durante la trasmissione È sempre Cartabianca. Protagonisti: la conduttrice Bianca Berlinguer e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Tema del confronto: l’attacco israeliano all’Iran e il ruolo del governo italiano nella crisi.
“Non è un’intervista, mi fa solo domande”: l’escalation in studio
Tajani vs Berlinguer su Israele-Gaza
– “Gentile signora, mi faccia finire o me ne vado”
– “Io faccio interviste, capisco che non siete abituati alle domande” #esemprecartabianca pic.twitter.com/rvVkCO8asvLeggi anche:Spari al festival della salsa a Toronto: due morti e sei feriti, killer in fuga
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— Il Grande Flagello (@grande_flagello) June 17, 2025
Invitato per parlare del conflitto in Medio Oriente, Tajani ha ribadito il diritto all’esistenza di Israele, sottolineando le radici profonde del trauma storico legato alla Shoah: “Israele ha una ferita indelebile: sei milioni di ebrei trucidati”. La Berlinguer è subito intervenuta: “Ma quei crimini li hanno commessi fascisti e nazisti, non c’entra il Medio Oriente”.
Lo scambio si è fatto teso quando Tajani ha accusato la giornalista di non permettergli di rispondere: “Se mi interrompe ancora, me ne vado. Questa non è un’intervista”, ha detto visibilmente irritato.
“Non accetto lezioncine da nessuno”
Quando la Berlinguer gli ha chiesto cosa avesse fatto concretamente il governo italiano per scoraggiare l’attacco israeliano, Tajani ha replicato: “Noi siamo per il cessate il fuoco e la nascita di uno Stato palestinese che riconosca Israele”, ma la conduttrice ha insistito: “Non basta. È il minimo aiutare i civili che fuggono da Gaza”.
A quel punto il ministro ha perso la pazienza: “Non accetto lezioni. Ho fatto il giornalista per tanti anni. Non mi si può insegnare come si fa un’intervista”. E ancora: “Se le dà fastidio quello che dico, me ne vado”.
Alla fine il confronto prosegue
Nonostante le scintille, la trasmissione è andata avanti. I due hanno trovato un equilibrio e Tajani ha proseguito spiegando le posizioni italiane sul conflitto: “Siamo il Paese occidentale che ha accolto più fuoriusciti da Gaza. Ma far uscire le persone da lì non è come farle uscire da casa: ogni movimento è sottoposto a controllo militare israeliano e dell’Autorità nazionale palestinese”.
Un momento televisivo che ha acceso il dibattito politico e mediatico, evidenziando le profonde spaccature nel racconto pubblico del conflitto israelo-iraniano e il ruolo del nostro governo.
