venerdì, Maggio 15

Schlein sfida l’Europa sulle spese militari: rischio scissione nel Pd, Franceschini all’attacco

Schlein contro l’Europa sulla difesa: bufera interna al Pd

Elly Schlein rompe gli indugi e impone una linea netta: il Partito Democratico non voterà il piano europeo per portare le spese militari al 5% del Pil entro il 2035, inclusi gli investimenti in cybersicurezza.

Una scelta dettata da motivazioni pacifiste e in linea con l’approccio del premier spagnolo Pedro Sanchez, che ha espresso riserve pur accettando l’impostazione generale della NATO. Ma quella della segretaria dem non è solo una presa di posizione: rischia di trasformarsi in una frattura insanabile all’interno del partito.

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Una minoranza pronta a ribellarsi: “Noi votiamo con Von der Leyen”

Secondo indiscrezioni interne al Nazareno riportate da affaritaliani.it, una parte consistente dell’ala riformista – composta da figure come Pina Picierno, Giorgio Gori, Pierfrancesco Maran e forse anche Stefano Bonaccini – sarebbe pronta a dissociarsi apertamente dalla linea di Schlein e a votare in Europa con i socialdemocratici tedeschi (SPD) e i popolari europei di Ursula von der Leyen.

Una mossa che, secondo i ben informati, potrebbe preludere a una vera e propria scissione del partito, con l’ipotesi sempre più concreta di un passaggio verso Azione di Carlo Calenda, in linea con le posizioni liberal-progressiste vicine a Emmanuel Macron.

La strategia di Schlein

Il posizionamento della segretaria sembra essere motivato anche da calcoli elettorali. Vediamoli insieme nella prossima pagina.

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