domenica, Ottobre 4

Poliziotto inglese fingeva di lavorare premendo solo la Z: licenziato per negligenza

Premere un solo tasto per fingere di lavorare

 

Un poliziotto inglese in servizio nella contea del Somerset è stato licenziato per grave negligenza dopo essere stato scoperto a simulare attività lavorativa premendo un solo tasto del computer, la lettera “Z”, per lunghi periodi.

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Il caso, diventato virale, riguarda l’agente Liam Reakes, assegnato alla stazione di Yeovil, che per almeno tre mesi avrebbe finto di lavorare da casa aprendo documenti Word vuoti e tenendo premuto il tasto “Z” a intervalli regolari, accumulando un numero abnorme di battute rispetto ai colleghi, ma con risultati nettamente inferiori.

Smascherato da un report interno

Secondo l’indagine della commissione interna della polizia di Avon e Somerset, il comportamento fraudolento dell’agente Reakes risale al periodo tra giugno e settembre 2024.

L’uomo avrebbe causato la perdita di oltre 100 ore di lavoro simulando attività sul portatile senza portare a termine alcuna pratica significativa.

“Ha aperto un documento Word vuoto e ha tenuto premuto il tasto Z per far credere di essere operativo” si legge nel rapporto. Inizialmente Reakes ha negato ogni accusa, ma le prove informatiche lo hanno incastrato.

Dimissioni e divieto di rientrare in servizio

Prima del licenziamento formale, l’agente ha deciso di dimettersi dalle forze dell’ordine.

La commissione ha comunque stabilito che non potrà più lavorare nelle forze di polizia britanniche, essendo stato giudicato colpevole di grave cattiva condotta.

L’ufficiale responsabile del dipartimento per gli standard professionali ha dichiarato:

“L’uso di qualsiasi sistema per replicare falsamente l’attività lavorativa è scorretto e ingannevole. Il pubblico ha tutto il diritto di sentirsi tradito”.

“Aveva già problemi di rendimento”

Secondo il comando locale, Reakes era già sotto osservazione prima del caso, tanto che gli era stato assegnato un tutor per migliorare le sue prestazioni. Il controllo sulla tastiera ha confermato i sospetti: nessuna attività reale, solo pressione ripetuta di un tasto.

Il portavoce ha aggiunto:

“Ha deluso non solo chi si aspettava protezione da lui, ma anche i colleghi, già sotto pressione a causa dei carichi di lavoro”.