Kiev, 31 luglio 2025 – Dopo giorni di proteste e pressioni, il parlamento ucraino (Verkhovna Rada) ha approvato a larga maggioranza una legge che ripristina l’autonomia di Sapo e Nabu, le due principali istituzioni anticorruzione del Paese. Il provvedimento è passato con 331 voti favorevoli, senza alcun contrario né astenuto: un segnale chiaro di consenso politico e risposta alla mobilitazione della società civile.
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Il controverso decreto firmato da Zelensky
Solo nove giorni fa, il presidente Volodymyr Zelensky aveva firmato un decreto che toglieva l’indipendenza a Nabu e Sapo, trasferendone parte delle competenze alla potente Sbu, i servizi segreti ucraini. Una decisione che aveva suscitato forti critiche a livello nazionale e internazionale, considerata da molti come una minaccia all’equilibrio democratico e alla trasparenza dello Stato.
Che cosa sono Sapo e Nabu
La Sapo (Procura Anticorruzione) e il Nabu (Ufficio Nazionale Anticorruzione) sono due organismi istituiti nel 2016 dopo la rivoluzione di Maidan. Nati per contrastare la corruzione sistemica che affliggeva l’Ucraina post-Yanukovich, si sono contraddistinti per l’indipendenza e il rigore nelle indagini: 71 parlamentari sono stati indagati, di cui 42 dall’inizio della guerra con la Russia nel 2022.
Proteste popolari senza precedenti
La mobilitazione popolare ha giocato un ruolo fondamentale. Per la prima volta dall’inizio della legge marziale, migliaia di cittadini sono scesi in piazza a Kiev e in altre città per difendere il sogno di una giustizia indipendente. Lo slogan era uno solo: “Giù le mani dall’Anticorruzione”.
Una delle richieste simbolicamente più forti è stata quella di ripristinare la trasmissione in diretta delle sedute parlamentari, sospesa proprio a causa della guerra. Le proteste, unite alla visibilità mediatica, hanno spinto il governo e i deputati a fare marcia indietro.
Il rischio del decreto “salvacorrotti”
Se la legge non fosse passata, sarebbe rimasto in vigore il decreto firmato da Zelensky, considerato un “salvacorrotti” da molti osservatori. Con la nuova votazione, Zelensky ha potuto salvare la faccia: ha ripresentato il testo emendato con l’assenso di Sapo e Nabu, scaricando il peso della decisione sul parlamento.
Il ruolo della comunità internazionale
L’Unione Europea e altri partner occidentali hanno esercitato forti pressioni su Kiev. La tutela dell’indipendenza delle autorità anticorruzione è considerata condizione fondamentale per l’ingresso dell’Ucraina nell’UE. In più occasioni, Bruxelles aveva espresso preoccupazioni per la deriva autoritaria che la riforma poteva comportare.
Una vittoria per la società civile e la democrazia
La restaurazione dell’autonomia di Sapo e Nabu rappresenta una svolta importante per la democrazia ucraina. Non solo riafferma il peso della volontà popolare, ma segna anche una netta presa di posizione contro il rischio di derive autoritarie.
Con elezioni parlamentari e presidenziali in arrivo, trasparenza e integrità saranno temi chiave nel dibattito pubblico. L’episodio conferma che anche in tempo di guerra, la società civile ucraina non ha perso la sua voce e che lo stato di diritto resta una priorità per chi sogna un futuro europeo per il paese.
