Addio a Claudio Vecchio, volto del “latitante Moneta” in La Grande Bellezza
È scomparso a 64 anni Claudio Vecchio, attore e produttore stimato del cinema italiano, noto al grande pubblico per aver interpretato il latitante Giulio Moneta nel film premio Oscar La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino. Da alcuni giorni non rispondeva al telefono, e gli amici, preoccupati, hanno dato l’allarme. È stato trovato senza vita nel letto della sua abitazione romana, probabilmente colto da un malore domenica scorsa.
Un ruolo iconico nel capolavoro di Sorrentino
Nel film, Moneta è il misterioso vicino di Jep Gambardella (Toni Servillo), arrestato in una scena memorabile in cui si scopre che è “uno dei dieci latitanti più ricercati al mondo” e lavora per un’organizzazione che “fa andare avanti l’Italia”. Il personaggio, il cui cognome richiama inevitabilmente Matteo Messina Denaro, resta impresso per il suo carisma silenzioso e il colpo di scena narrativo.
Leggi anche:Roma, 80 fiale di fentanyl sparite da un ospedale: riunione d’urgenza a Palazzo Chigi, indaga il NAS
Leggi anche:Castiglion Fiorentino, ultraleggero precipita al decollo: morto il pilota Claudio Benelli
Leggi anche:“Lo coprono di soldi”. Centinaia di migliaia di euro per Alberto Stasi: De Rensis vuota il sacco
Il ricordo degli amici e colleghi
A dare per prima la notizia è stata la produttrice Laurentina Guidotti, amica di lunga data: «Se ne va un grande professionista che credeva nel cinema e gli ha dedicato tutta la vita. Era un amico intelligente, ironico, burberamente dolce, con una qualità rara: la moralità».
Il giornalista Michele Anselmi ha tracciato un profilo approfondito di Vecchio: «Casertano, ex avvocato, organizzatore sui set e poi produttore, ha collaborato con registi come Pappi Corsicato, Mario Martone e Stefano Incerti. Con Lamerica di Gianni Amelio trovò il suo film del cuore, che lo cambiò anche professionalmente». Anselmi ha ricordato «il lampo di intelligenza misto a ironia e quella saggia malinconia» che lo contraddistinguevano.
Una carriera tra alti e bassi ma sempre nel segno del cinema
Claudio Vecchio aveva prodotto pellicole come Volevo solo dormirle addosso di Eugenio Cappuccio, con Giorgio Pasotti e Cristiana Capotondi, e aveva lasciato il segno in ogni set in cui aveva lavorato. Nonostante le difficoltà di una carriera non sempre lineare, ha saputo guadagnarsi il rispetto e l’affetto di colleghi e amici.
Tra i tanti ricordi, quello dell’attrice Fabrizia Sacchi: «Claudio, non ho parole. Il tuo sguardo vivo e aguzzo ci denudava. Non capisco perché devo parlare di te al passato: tu sei un archetipo, e ti amerò per sempre».
La notizia della sua scomparsa ha scosso profondamente il mondo del cinema italiano, che oggi perde una figura capace di unire competenza, passione e umanità.
