sabato, Agosto 1

Putin in Cina: «La crisi in Ucraina scaturita da un colpo di Stato a Kiev provocato dall’Occidente». Xi: «No all’egemonismo, serve giustizia»

Il vertice Sco di Tianjin

Il 25° vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) si è aperto a Tianjin con la presenza di oltre venti capi di Stato e di governo. Tra questi, il presidente cinese Xi Jinping, il leader russo Vladimir Putin, il premier indiano Narendra Modi, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e quello turco Recep Tayyip Erdogan. Una cornice che conferma il crescente peso geopolitico dell’organizzazione, fondata nel 2001 come piattaforma alternativa alla Nato.

Putin: «La crisi ucraina nasce da un colpo di Stato»

Intervenendo in plenaria, Vladimir Putin ha ribadito la sua narrativa sul conflitto in Ucraina. «Non è scaturito da un’invasione, ma da un colpo di Stato a Kiev del 2014, provocato e sostenuto dall’Occidente», ha dichiarato il presidente russo.

Secondo Putin, i «continui tentativi occidentali di trascinare l’Ucraina nella Nato» hanno rappresentato «una minaccia diretta alla sicurezza della Russia» e una delle principali cause del conflitto.

Il leader del Cremlino ha quindi riaffermato la posizione russa: «Per risolvere la crisi è necessario affrontare le cause e ristabilire l’equilibrio di sicurezza. Nessun Paese può garantire la sua sicurezza a spese di altri». Putin ha inoltre ringraziato Cina e India per i loro «sforzi costruttivi» verso una soluzione negoziale, ricordando anche di aver discusso con Xi Jinping e altri leader gli esiti del recente vertice di Ferragosto in Alaska con Donald Trump.

Il discorso di Xi: «No a egemonismo e politica della forza»

Il presidente cinese Xi Jinping ha aperto i lavori con un discorso programmatico, in cui ha criticato duramente «l’egemonismo e la politica della forza» e ha invitato i leader presenti a «aderire all’equità e alla giustizia», opponendosi alla «mentalità della Guerra Fredda» e al «confronto tra fazioni».

«Il mondo – ha detto Xi – è attraversato da turbolenze e cambiamenti. Dobbiamo resistere al comportamento prepotente, promuovere la cooperazione e rispettare le differenze». Il leader cinese ha poi rilanciato l’obiettivo di «rafforzare la Belt and Road Initiative» e di valorizzare il potenziale commerciale e industriale della Sco, definendo il gruppo «un pilastro di stabilità e cooperazione in Eurasia».

Le posizioni dell’India

Durante un bilaterale con Putin, il premier indiano Narendra Modi ha sottolineato la necessità di «porre fine quanto prima al conflitto in Ucraina» e di «stabilire una pace duratura». Modi ha accolto con favore i «recenti sforzi per la pace» e ha aggiunto che «questo è l’appello di tutta l’umanità».

La posizione di Nuova Delhi resta però complessa: da un lato l’India è storicamente legata alla Russia sul piano militare ed energetico, dall’altro sta rafforzando i rapporti strategici con gli Stati Uniti e l’Unione Europea, mantenendo un ruolo di equilibrio all’interno della Sco.

Gli appuntamenti di Putin

A margine del vertice, Putin ha in agenda incontri con Recep Tayyip Erdogan e Masoud Pezeshkian, rispettivamente sul conflitto in Ucraina e sul programma nucleare iraniano. Molti dei leader presenti a Tianjin si sposteranno poi a Pechino per la parata militare del 3 settembre in Piazza Tienanmen, in occasione dell’80° anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale. Atteso anche il leader nordcoreano Kim Jong-un.

Cos’è la Sco e perché conta

L’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai è nata nel 2001 e oggi conta tra i membri Cina, Russia, India, Pakistan, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Bielorussia. A questi si aggiungono 16 Paesi come osservatori o partner di dialogo. La Sco è stata promossa soprattutto da Mosca e Pechino come contraltare alla Nato, un’alleanza che – secondo i fondatori – non rispecchia più gli equilibri multipolari del XXI secolo.

Nel tempo la Sco ha esteso il proprio raggio d’azione dalla sicurezza regionale alla cooperazione economica, con un crescente focus su energia, infrastrutture e connettività eurasiatica. L’attuale vertice di Tianjin, con oltre 20 leader riuniti, rappresenta la più grande riunione dalla sua fondazione.

Il summit conferma come la Sco sia diventata una piattaforma cruciale per le relazioni internazionali. Cina e Russia puntano a presentarsi come garanti di un ordine alternativo a quello occidentale, mentre l’India cerca un difficile equilibrio tra le diverse sfere d’influenza.

Con il conflitto in Ucraina ancora aperto e con nuove tensioni globali, da Taiwan al Medio Oriente, Tianjin 2025 segna un passaggio chiave: il rafforzamento di un fronte asiatico deciso a contestare la leadership degli Stati Uniti e dei loro alleati.