Il tema del coinvolgimento diretto dell’Italia in un conflitto armato è tornato d’attualità a causa delle tensioni in Europa e Medio Oriente. La Costituzione, all’articolo 11, stabilisce che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa agli altri popoli”, ma prevede la possibilità di difendersi in caso di aggressione. L’articolo 78 affida al Parlamento il potere di dichiarare lo stato di guerra e di conferire al governo i poteri straordinari. Leggi anche:Maldive, il mistero dei cinque sub italiani morti: “Così l’ossigeno può diventare letale sott’acqua” Leggi anche:Maldive, cinque italiani morti durante un’immersione: esploravano una grotta a 50 metri di profondità Leggi anche:Lei ha 26 anni, io 60, e queste sono le regole non negoziabili della nostra relazione In caso di conflitto, i primi a essere impiegati sarebbero i corpi militari già operativi: Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza. Solo successivamente si passerebbe agli ex militari congedati da meno di cinque anni, che potrebbero essere richiamati in servizio. La leva obbligatoria in Italia è stata sospesa nel 2004, ma non abolita. In caso di emergenza, un decreto del Presidente della Repubblica potrebbe reintrodurla. Questo significherebbe la possibilità di arruolare cittadini tra i 18 e i 45 anni, previa visita medica. Alcune categorie sarebbero esentate, come le donne in gravidanza, i Vigili del Fuoco, la Polizia penitenziaria e la Polizia locale.
Italia e guerra: cosa dice la Costituzione
I primi chiamati: forze armate in servizio
La leva militare e i civili
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