La delegazione italiana del Global Movement to Gaza, imbarcata sulla Global Sumud Flotilla, ha respinto con decisione la proposta del governo Meloni di deviare gli aiuti umanitari verso Cipro, con il successivo coinvolgimento del Patriarcato latino di Gerusalemme. “La nostra missione rimane fedele al suo obiettivo originario – hanno dichiarato – rompere l’assedio illegale e consegnare direttamente gli aiuti alla popolazione assediata di Gaza”. Leggi anche:Florida, donna di 32 anni uccisa da un alligatore mentre nuota nel fiume: catturati due esemplari Leggi anche:Sparatoria nel parcheggio di un McDonald’s: feriti un padre e la figlia di 11 anni, arrestato un 18enne Leggi anche:Turista italiana di 50 anni muore in un incidente in barca a vela in Grecia Dopo l’abbandono del piano iniziale che prevedeva lo sbarco degli aiuti al porto israeliano di Ashkelon, il governo italiano aveva studiato una nuova soluzione: trasferire i carichi a Cipro e, da lì, affidarli al Patriarcato di Gerusalemme, con l’approvazione di Tel Aviv e delle autorità cipriote. Un compromesso pensato per garantire sicurezza e legittimità internazionale, ma che non ha convinto gli attivisti. Gli italiani a bordo hanno parlato di una scelta incompatibile con il senso stesso della missione. “La popolazione di Gaza è vittima di genocidio e pulizia etnica – hanno ribadito – e la nostra presenza in mare ha l’obiettivo di denunciare l’illegalità del blocco israeliano. Qualsiasi deviazione o mediazione rappresenterebbe un tradimento del mandato che ci siamo dati”. Non solo rifiuto, ma anche una precisa richiesta al governo italiano. Gli attivisti hanno chiesto una presa di posizione “seria, severa e in linea con il diritto internazionale”, criticando la linea giudicata troppo morbida dell’esecutivo. Secondo la delegazione, la Flotilla deve poter raggiungere Gaza senza ostacoli, altrimenti ogni intervento rischierebbe di trasformarsi in una violazione del diritto internazionale. La vicenda si inserisce in un quadro già teso dopo gli attacchi subiti dalla Flotilla in acque internazionali. Ora il muro contro muro con il governo Meloni e con la mediazione vaticana apre un nuovo fronte: riuscirà la Flotilla a portare a termine la sua missione o si scontrerà con nuovi blocchi diplomatici e militari?
Il rifiuto della delegazione italiana
La proposta del governo Meloni
Le motivazioni del “no”
Richiesta di una posizione più netta
Una sfida aperta tra politica e attivismo