La delegazione italiana del Global Movement to Gaza, imbarcata sulla Global Sumud Flotilla, ha respinto con decisione la proposta del governo Meloni di deviare gli aiuti umanitari verso Cipro, con il successivo coinvolgimento del Patriarcato latino di Gerusalemme. “La nostra missione rimane fedele al suo obiettivo originario – hanno dichiarato – rompere l’assedio illegale e consegnare direttamente gli aiuti alla popolazione assediata di Gaza”. Leggi anche:Maldive, il mistero dei cinque sub italiani morti: “Così l’ossigeno può diventare letale sott’acqua” Leggi anche:Maldive, cinque italiani morti durante un’immersione: esploravano una grotta a 50 metri di profondità Leggi anche:Lei ha 26 anni, io 60, e queste sono le regole non negoziabili della nostra relazione Dopo l’abbandono del piano iniziale che prevedeva lo sbarco degli aiuti al porto israeliano di Ashkelon, il governo italiano aveva studiato una nuova soluzione: trasferire i carichi a Cipro e, da lì, affidarli al Patriarcato di Gerusalemme, con l’approvazione di Tel Aviv e delle autorità cipriote. Un compromesso pensato per garantire sicurezza e legittimità internazionale, ma che non ha convinto gli attivisti.
Il rifiuto della delegazione italiana
La proposta del governo Meloni
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