Doveva essere un dibattito sulle comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 23 ottobre, ma si è trasformato in un vero e proprio scontro politico frontale tra la premier e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. L’aula della Camera ha assistito a una delle giornate più tese della legislatura, con accuse incrociate che hanno coinvolto anche Giuseppe Conte e Angelo Bonelli.
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Meloni contro Schlein: “Getta fango sull’Italia”
Durante il suo intervento, la premier Meloni ha risposto duramente alle dichiarazioni rilasciate da Schlein nei giorni precedenti, in cui la leader dem aveva parlato di “rischi per la democrazia” in Italia. “Il segretario del principale partito di opposizione – ha dichiarato Meloni – ha detto che in Italia sono a rischio la libertà e la democrazia a causa di un governo di estrema destra, accostando subdolamente queste parole all’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Sono dichiarazioni gravissime”.
La premier ha poi aggiunto: “Non è in discussione la critica politica, ma gettare fango e ombre sull’Italia all’estero è qualcosa che l’Italia rischia di pagare. Noi siamo tutti pagati per rappresentare questa nazione al meglio, non per danneggiarla”.
La replica di Schlein: “Premier succube di Trump”
La risposta di Elly Schlein non si è fatta attendere: “Lei potrebbe spingere l’Europa verso un protagonismo politico e diplomatico, invece di spalleggiare Trump nel suo tentativo di smantellare le sedi multilaterali e sostituirle con telefonate private. Sta rimpiazzando il diritto internazionale con la legge del più forte”.
Schlein ha poi ribattuto alle accuse sul caso Ranucci: “So dove mi aspetta, ma non decide lei cosa dice l’opposizione. Lei oggi festeggia tre anni di governo, ma gli italiani non hanno nulla da festeggiare: avete aumentato le tasse, sono cresciuti i lavoratori poveri e le nascite sono diminuite”.
Bonelli accusa Meloni: “Ha un ego ipertrofico”
Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, è intervenuto con parole taglienti: “Meloni scenda sulla terra. L’ego ipertrofico è una brutta cosa anche quando si è presidente del Consiglio”.
Bonelli ha criticato la premier per l’enfasi con cui ha raccontato di essere considerata un interlocutore stabile nei vertici internazionali: “Non ha detto però – ha proseguito – cosa dirà al Consiglio europeo sul costo dell’energia. Quali sono le proposte del governo? Continuare con una politica del gas? Il suo discorso sembra scritto dall’Eni”.
Conte: “Meloni, lei con l’economia ci litiga proprio”
L’intervento di Giuseppe Conte ha riacceso i toni. Il leader del Movimento 5 Stelle ha accusato la premier di non comprendere la dinamica economica del Paese: “Meloni, lei con l’economia ci litiga. Si è fatta spiegare male come le banche accumulano mega utili. Glielo spiego io: sono i tassi di interesse e i mutui. Doveva prelevare da lì e aiutare gli italiani in difficoltà”.
Conte ha definito la manovra finanziaria “una manovra delle briciole e dei tagli, completamente insoddisfacente e addirittura ridicola”. Poi, il colpo di teatro: ha mostrato in Aula un libretto dal titolo “Governo Meloni, tre anni di tasse” e lo ha teso verso la premier: “Le abbiamo confezionato il libro dei record: quello delle tasse”.
“Complice di un governo genocida”
Il leader pentastellato ha attaccato anche sul piano internazionale: “Ci risparmi le sue ignobili lezioni. Lei è complice nel silenzio di un governo genocida. La nostra non è propaganda, ma senso di umanità. Riconosca subito lo Stato di Palestina”.
Un passaggio accolto da applausi dai banchi dell’opposizione e da mormorii nel centrodestra, mentre la premier restava impassibile al banco del governo.
Schlein chiude lo scontro: “Fatevi aiutare”
Nel suo intervento conclusivo, Schlein ha rilanciato le critiche al governo sul tema dell’immigrazione e del progetto dei centri in Albania: “Nelle cancellerie europee la prendono in giro per il suo ‘funzioneranno’. Quei centri sono prigioni illegali e disumane. Soldi buttati via”.
Infine, la frase che ha infiammato l’Aula: “Fatevi aiutare, perché è chiaro che non avete una visione per portare avanti questo Paese”. Le parole della segretaria dem hanno scatenato applausi tra i banchi dell’opposizione e sguardi gelidi dai ministri seduti accanto alla premier.
Un’Aula spaccata e un clima sempre più teso
Tra Meloni, Schlein e Conte, la tensione politica raggiunge nuovi livelli. Il caso Ranucci e il tema dei rapporti internazionali diventano il nuovo terreno di scontro. Con il Consiglio europeo alle porte, la Camera si conferma un campo di battaglia, dove le parole pesano come colpi.
